Delle origini sulla celebrazione dell’8 marzo, giornata della Donna, abbiamo già parlato.
All’inizio l’8 marzo era il simbolo delle vessazioni che la donna subiva nel corso dei secoli e rappresentava una giornata di lotta. Poi, nel corso degli anni, la cosiddetta “Festa della Donna” ha assunto un significato meno duro, forse più politico, ma soprattutto più commerciale

8 marzo, giornata della Donna: i diritti delle donne.

Oggi le donne, con fatica e tenacia, si sono affermate sempre di più nel mondo del lavoro e della politica. Ma ci chiediamo: l’8 marzo, giornata della Donna, è un’occasione per festeggiare i diritti conquistati o per rivendicare ancora un modello di parità? Molto si è fatto, ma credo che ci sia ancora parecchia strada da percorrere affinchè le donne abbiano pari opportunità nei salari e nell’occupazione, nonchè come presenza nelle Istituzioni.

A proposito del lavoro femminile, commenti e dibattiti (anche frivoli) registrano prese di posizione il più delle volte nette. Una donna che lavora (soprattutto quella in carriera) è capace di portare avanti famiglia e lavoro? Sarebbe meglio il part-time o è meglio fare la casalinga? Ma se la donna non lavora, come fa la famiglia ad arrivare economicamente a fine mese? E’ meglio convivere senza figli? La soluzione è quella di rimanere nubile?
I quesiti sono angoscianti. Io credo che la giusta emancipazione della donna nel mondo del lavoro (ribadisco: giusta e sacrosanta) abbia in parte inciso sulla decadenza della famiglia in senso stretto, con la conseguenza che ci si sposa di meno, si fanno meno figli, si divorzia di più.

A queste riflessioni ne seguono altre: come non parlare delle violenze che le donne subiscono tutti i giorni, delle molestie, delle persecuzioni, degli stupri, degli assassinii? La cronaca ne è piena. In Italia si sta facendo molto in questo senso, sul piano della presa di coscienza e della denuncia, ma purtroppo i femminicidi ancora avvengono e sono tanti, troppi.

8 marzo, giornata della Donna: è lei ancora il sesso debole?

La donna rappresenta veramente il sesso debole? Secondo me, no! Chi lo dice ripete un luogo comune per pigrizia o non ha mai conosciuto le donne. Ho letto da qualche parte un aforismo che mi ha in qualche modo colpito e che ho subito annotato per non dimenticarlo:
“L’uomo è un ramo di pesco, in balia non di turbinii, ma di refoli; la donna è una quercia, che ha radici ovunque. La donna comanda anche quando finge di ubbidire. L’uomo ubbidisce anche quando crede di comandare.”

La verità è che noi uomini abbiamo bisogno delle donne più di quanto loro abbiano bisogno di noi. Non ne possiamo fare a meno. La loro mente ha molte più risorse della nostra. Quello che successe nel Paradiso terrestre, non fu colpa di Adamo, ma di Eva, che non fu la costola del primo uomo creato da Dio, ma la sua struttura portante. La partita fra maschi e femmine è, per noi maschi, una partita persa, inutile combatterla.

Nel frattempo celebriamo l’8 marzo, giornata della Donna, una ricorrenza guadagnata sul campo, la meritano. E che tutte le donne siano fiere del giorno a loro dedicato, e si godano la loro “festa” avvolte dalle mimose più belle e dalle tante attenzioni di amore e di approvazione che riceveranno.