Che poi… magra o formosa,

con il seno grande o piccolo,

alta o diversamente alta… sei donna,

sei emozioni, sei incoerenza,

sei necessaria, sei un universo e

dovresti essere fiera anche solo per questo

“…Insieme dobbiamo rivendicare una cultura diversa, un’educazione al rispetto dei generi e proposte che non siano sempre di tipo repressivo. Non ci servono più poliziotti, ronde, soldati, per le strade. Ci serve un cambiamento culturale. Serve che insieme continuiamo a lottare contro stereotipi che riguardano tutti noi… Smettetela di dire che le figlie dovranno stare custodite, rinchiuse, a fare solo da mogli e madri, controllate da nuovi patriarchi e matrone a sorveglianza della loro verginità e del loro onore. Smettete di applicare il vostro ottuso, moralista, approccio quando guardate le adolescenti, le ragazze, le donne di qualunque età, taglia, misura, scelta sessuale. Tutte hanno diritto di sentirsi al sicuro. Tutte hanno diritto a pretendere che non ci sia nessuno a voler approfittare di loro solo perché donne.”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/13/ieri-mi-hanno-uccisa-le-donne-e-la-liberta-di-viaggiare-da-sole/2540503/

Angela Del Moro, detta la “Zaffetta” perché figlia d’un Zaffo(un birro) era una celebre cortigiana di Venezia del XVI° secolo, famosa per la sua avvenenza. Fra i propri spasimanti contava proprio Lorenzo Venier, al quale non si sa bene per quale ragione, si rifiutò una volta di aprire la porta. La vendetta del nobile fu terribile: il 6 aprile 1531 la convinse a passare una giornata a Malamocco, tra la laguna e il mare, e lei accettò dietro promessa che si sarebbe tornati a Venezia in serata.
La gondola approdò invece a Chioggia dove, dopo cena, la Zaffetta fu convinta a fermarsi anche per la notte. Qui cominciò la beffa atroce. Poiché, dopo l’amante, la donna fu violentata, a turno, da trenta uomini: pescatori, facchini, ortolani, frati, convocati alla bisogna o capitati lì per caso. L’ultimo fu un piovano.
Straziata, la donna fu caricata, sul fare del giorno, su ‘una barca da melloni’ e rispedita a Venezia.
Non pago, il Venier divulgò il fatto con un poemetto in rima dal titolo ‘Il Trentuno della Zaffetta’ . … La donna, descritta come una delle più belle della sua epoca, è raffigurata come Venere nuda in un celebre quadro di Tiziano conservato alla Galleria Borghese di Roma, dal titolo ‘L’Amor Sacro e l’Amor Profano’.

Alberto Toso Fei “I misteri di Venezia”