È proprio nel momento in cui ti devi fermare un momento a frugare nella memoria, per trovare il nome dell’attuale presidente della Repubblica, che lui rispunta fuori e la butta là! Una cosa che sembra una qualunque; e che invece non lo è.

Non mi offende la sua intenzione di dedicare la giornata del 25 Aprile 2016  – LA LIBERAZIONE – ai marò. Non mi fa sorridere. Non mi fa nemmeno incazzare.

Mi preoccupa, perché non è una banalità di un uomo incapace di farsi ricordare, di un tale dalla parvenza magnanima, un taciturno al quale è stato assegnato il compito di far scordare persino di avere un Presidente della Repubblica, così che meno si pensasse ai danni arrecati dal suo predecessore.

Mi preoccupa, perché affibbiare “i marò” alla Liberazione è un’operazione scientifica atta a far scordare ai più giovani o distratti di noi, il senso della festa, della giornata, della storia e della memoria.

È ormai antica pratica, quella di svilire il senso delle parole, per plasmarle ad un uso propagandistico di regime. Democrazia, libertà e rivoluzione furono le prime a morire sotto i colpi dei vari governi che abbiamo subito negli ultimi vent’anni. Parole pericolose che avrebbero potuto portarci, negli anni, a prendere coscienza della nostra condizione, e dell’urgenza della ribellione.

In molti modi hanno provato a cancellare il 25 Aprile dalla nostra memoria, proibendo di cantare in Piazza “Bella Ciao!”, proibendo manifestazioni, e persino – è cosa di questi giorni – proibendo ai partigiani di parlare nelle piazze. Non ha funzionato, perché a noi “Bella Ciao!” continua a piacere, ci dà ancora i brividi; qualcuno cantandola si commuove. Poi domani vedrete: “Bella Ciao!” sarà molto social – o very social – che così preferiscono dire i neo rivoluzionari del web.

Forse però, c’è qualcosa di nuovo: forse davvero si inizia a comprendere che per uscire dal pantano nel quale siamo intrappolati, bisognerebbe prendere esempio da quei giovani che una vita fa, seppero combattere per lasciarci in eredità proprio la libertà. Ci hanno resi liberi dal fascismo, ma noi abbiamo vissuto di rendita, senza impegno né coscienza, arrivando pian piano ad esser derubati di tutto e restando infinitamente poveri.

Mi preoccupa lo svilimento della parola LIBERAZIONE. .

 

 

LIBERAZIONE, vuol dire riprendere in mano le nostre vite, lottare per sconfiggere il nemico. Combattere, per ottenere la libertà.

Essere Partigiani.