Buonanotte

buongiorno ma sono incazzato leggete sotto

La coppia gay cacciata dal condominio: “I vicini dicevano che era colpa nostra”

La profonda Torino omofoba? Sì, come il resto del paese.

Froci di merda urla un gruppo di canoisti e la vicina di casa li definisce donnine innamorate, che è buffo detto da una donna, come se essere donna fosse di per sé un insulto.

Una legge contro l’omofobia sarebbe utile a rendere episodi del genere non solo sanzionabili per legge, ma anche culturalmente deprecabili.

Si assiste invece alla omofobia istituzionalizzata della Chiesa che può dire e fare ogni cosa in nome della libertà religiosa, così come si assiste all’omofobia di pancia di certi partiti destrorsi che, non essendo in grado di proposte politiche serie, invocano, con ostentato celodurismo, la presunta minaccia alla famiglia tradizionale.

Finché non ci libereremo di queste cariatidi del passato e dei parassiti politici del presente, il paese non vedrà progressi.

 

io sono soltanto uno,

ma comunque sono uno,

non posso fare tutto,

ma comunque posso fare qualcosa,

e il fatto di non poter fare tutto

non mi fermerà dal fare quel poco

che posso fare.

masoassai:

sovietcigarettesandstuff:

kon-igi:

L’altro giorno ero fermo al semaforo e avevo una sola macchina davanti a me.
A un certo punto scatta il verde ma questa non si muove.

Cominciano a partire le strombazzate da quelli dietro.

Improvvisamente gli sportelli si aprono e scendono di corsa due ragazzi indiani (o pakistani) i quali si affrettano verso un’anziana che, notavo solo in quel momento, cercava di salire sul marciapiede tirandosi dietro uno di quei portaspesa killer rigonfio di scatolame.

Uno le dà il braccio per superare lo scalino e l’altro tira su il carretto, mentre da dietro una cacofonia di clacson il linguaggio morse suggeriva sicuramente ‘Sì, però i due marò’.

La signora li abbraccia tutta sorridente e loro rimontano in macchina, ripartendo subito.

E io mi sono ricordato, scremate tutte le rotture di cazzo, la stanchezza esistenziale che ti prende a fine giornata, la presunzione di chi ti dovrebbe aiutare e invece ti ostacola con supponenza e i mille dubbi che attanagliano il tuo agire, del perché faccio questo lavoro.

L’unico motivo per cui, nonostante i miei colleghi abbiano deciso nella notte dei tempi di chiamarmi The Angry Italian, tutto sommato sono ancora convinta del fatto che il mondo sia un luogo meraviglioso è proprio questo: a livello microscopico (e sì, è livello microscopico, siamo 7 miliardi su sto cazzo di pianeta) siamo tutti capaci di fare qualcosa, qualsiasi cosa per rendere il pianeta un luogo migliore.

Che sia aiutare una vecchietta con la spesa, portare una tazza di caffè appena fatto al coinquilino che studia senza che abbia chiesto niente, solo perché sai che potrebbe fargli piacere e non ha manco tempo per fare una pausa.

Rendi il mondo migliore di un infinitesimo, ed è un bene che sia così.

Il mio lavoro consiste per lo più con il confrontarsi con l’idiozia umana e l’impossibilità di prendere a calci il software. La gente chiama stanca, incazzata e probabilmente a dieci minuti dal prossimo cazziatone del capo. Se per due minuti li tratto con gentilezza e regalo loro due minuti di tranquillità, perché cazzo di motivo dovrei rendere la loro giornata ancora peggiore?

Per percularli clamorosamente per la loro coglionaggine ho sempre tempo. (e anche là, mica ce l’ho con loro. Ce l’ho con il “ma perchééééééééé!”)

vvumdb

Quello che intendo con l’amare il prossimo, gesti quotidiani e significativi che piano piano a poco a poco fanno qualcosa.
Il mondo in alcune sue espressioni è la cosa più bella che abbiamo.

Ecco chi sta cambiando la nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Senatore D'Anna verdiniano, che si esibisce nel saluto romano.
Amici Anpi

Ecco chi sta cambiando la nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Senatore D’Anna verdiniano, che si esibisce nel saluto romano.
Amici Anpi

Svezia, pugno alzato davanti al corteo di estrema destra: Tess Asplund sfida 300 neonazisti
Braccio alzato e pugno chiuso: questo il gesto di Tess Asplund che ha fatto il giro del mondo. Lei, una donna 42enne di colore, che ha sfidato 300 neonazisti in uniforme durante il corteo del Movimento di resistenza nordica (Nordiska motståndsrörelsen) a Borlänge, nella Svezia centrale. “Ho agito d’istinto. Ero così arrabbiata che sono scesa in strada e mi sono messa di fronte a loro”, ha raccontato Asplund. La donna subito dopo il gesto è stata immediatamente sollevata di peso e fatta sgombrare dalla polizia, per far proseguire la marcia dei neonazisti.

Svezia, pugno alzato davanti al corteo di estrema destra: Tess Asplund sfida 300 neonazisti
Braccio alzato e pugno chiuso: questo il gesto di Tess Asplund che ha fatto il giro del mondo. Lei, una donna 42enne di colore, che ha sfidato 300 neonazisti in uniforme durante il corteo del Movimento di resistenza nordica (Nordiska motståndsrörelsen) a Borlänge, nella Svezia centrale. “Ho agito d’istinto. Ero così arrabbiata che sono scesa in strada e mi sono messa di fronte a loro”, ha raccontato Asplund. La donna subito dopo il gesto è stata immediatamente sollevata di peso e fatta sgombrare dalla polizia, per far proseguire la marcia dei neonazisti.