Antonia ha lavorato per diversi anni. Ha fatto la commessa, la segretaria, l'assistente domiciliare. Ha versato, centesimo dopo centesimo, tutti i contributi che doveva. Poi ha fatto la casalinga e, sopratutto, la mamma. Ora ha il diritto di riposare un po’, godersi la vita, i nipoti, Montalbano ed i cruciverba tosti. Oggi l'INPS le scrive che hanno ricalcolato la sua pensione, però. Sì, perchè una prima proiezione già c'era, ma evidentemente era troppo alta. Allora hanno ricalcolato tutto, in modo da poter essere sicuri che Antonia non facesse troppo la furba. E così, Antonia, dal 1°Luglio 2016, avrà diritto ad un assegno mensile di € 11,68. Undici euro e sessantotto. O ventiduemila vecchie lire, se volete. Prima ne prendeva 20, di euro al mese. E stava già organizzando una bella cenetta romantica fuori. Al balcone. Oppure pensava di cambiare la macchina. Del caffè. O farsi una bella vacanza in un posto selvaggio. Tipo il Lungofiume di Montesilvano. Fatto sta che i solerti funzionari dell'INPS hanno ricalcolato tutto e, finalmente, trovato il vero buco nero delle casse dell'Ente: la pensione di Antonia. I tanti anni di contributi versati non bastavano, e questo è quanto. Vergogna, Antonia. Volevi lucrare sulle spalle della povera gente con la tua precedente pensione di 20 euro, vero? Confessa, maramalda. Allo Stato non la si fa, Antonia. Perchè per lo Stato oggi vali 11 euro e spicci. Poco importa se hai combattuto per i tuoi figli, in giro per ospedali, e mille nottate, e finestre accese di notte in attesa di una 126 che non arrivava mai, giri attorno a una scopa, sacrifici e sorrisi, viaggi e traslochi, abbracci, carezze, baci sulla fronte, delusioni, cazziate, silenzi, trionfi, cadute, rinascite. Lascia stare, mamma. Ridaglieli quegli 11 euro e 68. Questi non lo sanno, e non lo sapranno mai, quanto vale una persona. (Francesco Brescia)

Antonia ha lavorato per diversi anni.
Ha fatto la commessa, la segretaria, l’assistente domiciliare.
Ha versato, centesimo dopo centesimo, tutti i contributi che doveva.
Poi ha fatto la casalinga e, sopratutto, la mamma.
Ora ha il diritto di riposare un po’, godersi la vita, i nipoti, Montalbano ed i cruciverba tosti.
Oggi l’INPS le scrive che hanno ricalcolato la sua pensione, però.
Sì, perchè una prima proiezione già c’era, ma evidentemente era troppo alta.
Allora hanno ricalcolato tutto, in modo da poter essere sicuri che Antonia non facesse troppo la furba.
E così, Antonia, dal 1°Luglio 2016, avrà diritto ad un assegno mensile di € 11,68. Undici euro e sessantotto. O ventiduemila vecchie lire, se volete.
Prima ne prendeva 20, di euro al mese.
E stava già organizzando una bella cenetta romantica fuori. Al balcone.
Oppure pensava di cambiare la macchina. Del caffè.
O farsi una bella vacanza in un posto selvaggio. Tipo il Lungofiume di Montesilvano.
Fatto sta che i solerti funzionari dell’INPS hanno ricalcolato tutto e, finalmente, trovato il vero buco nero delle casse dell’Ente: la pensione di Antonia.
I tanti anni di contributi versati non bastavano, e questo è quanto.
Vergogna, Antonia. Volevi lucrare sulle spalle della povera gente con la tua precedente pensione di 20 euro, vero? Confessa, maramalda.
Allo Stato non la si fa, Antonia.
Perchè per lo Stato oggi vali 11 euro e spicci.
Poco importa se hai combattuto per i tuoi figli, in giro per ospedali, e mille nottate, e finestre accese di notte in attesa di una 126 che non arrivava mai, giri attorno a una scopa, sacrifici e sorrisi, viaggi e traslochi, abbracci, carezze, baci sulla fronte, delusioni, cazziate, silenzi, trionfi, cadute, rinascite.
Lascia stare, mamma.
Ridaglieli quegli 11 euro e 68.
Questi non lo sanno, e non lo sapranno mai, quanto vale una persona.

(Francesco Brescia)

Ore 20.06… Stazione Piazza Garibaldi, Napoli … Insieme a me sale anche lui.. Lo noto subito .. A malapena riesce a salire gli scalini del treno data la stanchezza e l'età oramai avanzata … Ha le mani, i vestiti e le scarpe ancora sporchi di pittura, reduce di una giornata di lavoro durata forse più di 10 ore… Appena il treno riparte, super affollato poiché era stata annullata la corsa precedente (quotidianità), si siede a terra pensieroso .. Lo guardo…lui mi guarda, guarda la mia borsa, sorride e mi chiede: “e tu che faij uaglió, vai a scol”? “Si”, gli rispondo, “All'università”. E lui: “fai buon … studia sempre … si no fai a fina mì.. A 73 ann ancor a faticà p’ mantener e figl mi disoccupat”. Annuisco e gli dico : “Avete ragione!” Arrivati a Montesanto stanco e rassegnato si alza , sbuffa, ed esclama: “Iammungemm, è frnut nata iurnat .. Cià uaglió!” Non oso immaginare quante ne ha fatte e quante ne dovrà ancora fare di queste giornate in questo paese di ‪‎Merda! Ginetta Savarese

Ore 20.06… Stazione Piazza Garibaldi, Napoli … Insieme a me sale anche lui.. Lo noto subito .. A malapena riesce a salire gli scalini del treno data la stanchezza e l’età oramai avanzata … Ha le mani, i vestiti e le scarpe ancora sporchi di pittura, reduce di una giornata di lavoro durata forse più di 10 ore…
Appena il treno riparte, super affollato poiché era stata annullata la corsa precedente (quotidianità), si siede a terra pensieroso ..
Lo guardo…lui mi guarda, guarda la mia borsa, sorride e mi chiede: “e tu che faij uaglió, vai a scol”?
“Si”, gli rispondo, “All’università”.
E lui: “fai buon … studia sempre … si no fai a fina mì.. A 73 ann ancor a faticà p’ mantener e figl mi disoccupat”.
Annuisco e gli dico : “Avete ragione!”
Arrivati a Montesanto stanco e rassegnato si alza , sbuffa, ed esclama:
“Iammungemm, è frnut nata iurnat .. Cià uaglió!”
Non oso immaginare quante ne ha fatte e quante ne dovrà ancora fare di queste giornate in questo paese di ‪‎Merda!
Ginetta Savarese

Oooops!

e noi chiediamo scusa alle signorine sotto l’immagine visto che loro devono lavorare veramente

sennò un se magna.