Che schiaffo morale ma hanno ragione CAZZO (vento ribelle)

Che schiaffo morale ma hanno ragione CAZZO

 

Ricordo c on nostalgia i giorni in cui convintamente volevamo salvare la Costituzione. Ci piaceva il libretto delle regole, dei diritti e dei doveri. Ancora molti di noi lo tengono a cuore il libercolo, sebbene molte delle sue pagine siano ormai violate e stracciate. Proviamo a tenerne al sicuro i brandelli.

Me ne sto qua, in quest’angolo dimenticato d’Italia, affacciata alla finestra aperta costantemente sul resto del paese, e assisto avvilita allo squallido spettacolo che mi si presenta, sempre uguale a se stesso, anche se di molto peggiorato, che ogni volta si ripete da quando in troppi stabilirono che la politica fosse soltanto cacca. Una cosa sporca dalla quale era meglio stare lontani.

Imbecilli.

E proprio da imbecilli, oggi, siamo trattati da una manica di venditori di fumo, di marionette con i fili imbrogliati dalla frenesia dei manovratori.

Non ci era bastato l’orrore di immaginare un tizio come berlusconi, ergersi a Padre Prostituente? Evidentemente no, siamo scivolati più in basso.

Agli imbecilli oggi è chiesto di diventare protagonisti con un Referendum che ha dell’assurdo. Una specie di “televoto” per stabilire se le regole del gioco – cambiate in corsa – siano o no accettabili, e peggio, proprio come si fa in quei detestabili programmini da pessima televisione, se i protagonisti dello spettacolo abbiano ancora o no il favore del pubblico rimbecillito.

“Chi vota no, mi odia”, dice colui che dovrebbe essere il capo di un governo (e non di una squadriglia di boy scout un po’ cretino, impegnato in uno dei giochi da campo domenicali). “I partigiani veri voterebbero sì”, dice un’altra indispettita dal selciato romano che impiglia i suoi tacchi (i partigiani veri ti avrebbero sparata). “Chi vota no, mi offende!” avvisa l’ex peggior presidente della Repubblica che la storia ha da ricordare.

Ma il popolo è imbecille. Rincoglionito da questo ventennio di barbarie e ignoranza guarda il dito che indica la luna. Così mentre a noi viene proposta la finalissima di questo “Talent show” che spera di confermare il burattino a furor di popolo, nelle scuole dove non c’è carta igienica e manca il gesso – perché la LIM non è roba per tutti – circola già tra i banchi il libretto offerto dal ministero “La nuova Costituzione spiegata ai ragazzi”, e non si legge orrore tutto intorno, perché in fondo siamo proprio imbecilli.

E a me torna la domanda: “Ma non abbiamo sempre voluto salvare la Costituzione?” Oh, già dimenticavo: “Mica è un totem”, mi hanno risposto l’ultima volta che osai chiedere. E allora mi rimetto là alla finestra a guardare il mondo, e quel che vedo oltre l’orizzonte non mi piace.

Perché, vada come vada, il plebiscito si farà e non accadrà assolutamente nulla: dato che la politica era cacca, ed è stata sterminata, pure se vincesse il no noi non saremo liberi e tantomeno torneremo democratici: semplicemente il manovratore spezzerà i fili alla marionetta, e la sostituirà con un’altra. Perché noi per far la guerra non siamo buoni. Chi vorrebbe combattere è vecchio, stanco e acciaccato, chi è convinto di farla, invece, pensa che si faccia senza armi, vestito da pubblico, armato di applausi o fischi, a seconda dell’opportunità.

Nessuno avrebbe mai dovuto toccare la Costituzione, soprattutto non quelle luride mani che l’hanno violentata.

Rita Pani (APOLIDE)

 

erano i tubi di Firenze da cambiare non la costituzione