Jalalabad, Afghanistan Children wait in line with their empty bowls to receive food donations in the city Photograph: Noorullah Shirzada

Jalalabad, Afghanistan
Children wait in line with their empty bowls to receive food donations in the city
Photograph: Noorullah Shirzada

Contro la disinformazione

Contro la disinformazione

FLASH! - COSE MAI VISTE: UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO TESTIMONIAL DELLA COCA COLA, CON TANTO DI BOTTIGLIETTA E SCRITTE SUL LEGGIO DAVANTI E DIETRO ! RENZI, UN PREMIER-CAROSELLO… DAGOSPIA

FLASH! – COSE MAI VISTE: UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO TESTIMONIAL DELLA COCA COLA, CON TANTO DI BOTTIGLIETTA E SCRITTE SUL LEGGIO DAVANTI E DIETRO ! RENZI, UN PREMIER-CAROSELLO…
DAGOSPIA

Adriano Tassini

Adriano Tassini

 

 

“… Le idee, che a noi ragazzi di allora parvero fin troppo determinanti, oggi vagolano in forma di detriti del passato oppure di scontate banalità. Hanno perduto molto del loro appeal: in positivo, perché è finita la sbornia ideologica, ma anche in...

“… Le idee, che a noi ragazzi di allora parvero fin troppo determinanti, oggi vagolano in forma di detriti del passato oppure di scontate banalità. Hanno perduto molto del loro appeal: in positivo, perché è finita la sbornia ideologica, ma anche in negativo, perché molte fortissime idee hanno perduto la loro presa sul discorso pubblico, impoverendolo e istupidendolo. Per esempio l’idea – e veniamo al punto – che la donna appartenga a se stessa (“io sono mia”), che la sua persona e il suo corpo non siano mai più riconducibili alle ragioni del patriarcato e del controllo maschile. Se c’è mai stata, al mondo, un’idea rivoluzionaria, è quella: ribalta una tendenza millenaria, smentisce spavaldamente la Tradizione, muta la struttura sociale perfino più radicalmente di quanto la muterebbe la sovversione della gerarchia padrone-operaio. Perché non se ne sente più l’eco, di quello slogan così breve e di così implacabile precisione? Forse perché lo si dà per scontato (non essendolo!); forse perché nessun “principio” assoluto riesce più a ottenere credito in una società smagata, relativista più per sfinimento che per cinismo. Eppure, volendo ridurre all’osso la questione del femminicidio, è proprio l’ignoranza o il rifiuto maschile di quel principio – io sono mia – il più evidente, perfino il più ovvio di tutti i possibili moventi. No, tu non sei tua, tu sei mia. Il mio bisogno è che tu stia con me, e del tuo bisogno (non stare più con me) non ho rispetto, o addirittura non ne ho contezza. Tu esisti solamente in quanto mia; in quanto non mia, esisti talmente poco che cancello la tua vita.

…infine, e non ultimo, le mie convinzioni politiche, che mi conducono fortemente a credere che la libertà delle donne sia condizione (forse la prima condizione) della libertà di tutti.
Michele Serra