NANI

Siamo gay, oggi. Ieri eravamo migranti (ma solo quelli affogati, che quelli vivi o son troppi o son negri), siamo donne uccise da maschi malati, e siamo terremotati. Siamo pacifisti, siriani, palestinesi. Siamo bandierine variegate. Siamo foto ritoccate. Siamo francesi o belgi, siamo affamati africani, e siamo egiziani o curdi. Ci vestiamo dei panni altrui con la speranza di non dover mai mostrare i nostri. E mi sento persa, a passeggiare in questo mondo che non mi piace più, che mi fa sentire nuda

Rita Pani

 

“perché si chiamano rifugiati se nessuno vuole dare loro rifugio” NANI

di Andrea Andrei
La peggiore strage della storia americana in Europa non vale nemmeno un minuto di silenzio. Cinquanta morti in un locale notturno, proprio come accadde a Parigi, in un quel Bataclan il cui nome, una volta associato a festosi ed emozionanti concerti rock, oggi ci fa venire i brividi…Una strage per la quale, giustamente, nei giorni seguenti si sono moltiplicati i tributi, i cortei, le fiaccolate, le manifestazioni di cordoglio.
Ieri una carneficina simile è successa a qualche migliaio di chilometri di distanza, in Florida. A sparare, in un frequentatissimo gay club di Orlando, un uomo che aveva le stesse folli motivazioni (se così si possono chiamare) dei killer di Parigi. Eppure l’Europa dello sport, che proprio in quella Francia così profondamente segnata dal terrorismo islamico sta celebrando in un’atmosfera blindata i Campionati Europei di calcio, sembra essere rimasta indifferente. Prima della partita serale di ieri, che vedeva scontrarsi Germania e Ucraina, non è stato tributato nemmeno un minuto di silenzio. Nemmeno un accenno, niente.
… Ma qui niente. Come se le stragi e il terrorismo ormai facessero davvero parte della quotidianità, come se non rappresentassero più un’eccezione per cui è necessario fermarsi, almeno un minuto.

La Germania ha il numero di armi più alto, la Finlandia il numero maggiore di pistole e fucili per cittadino, eppure all'Italia spetta il primato più triste: quello del maggior numero di omicidi per arma da fuoco. Con un tasso di 0,71 assassinii su...

La Germania ha il numero di armi più alto, la Finlandia il numero maggiore di pistole e fucili per cittadino, eppure all’Italia spetta il primato più triste: quello del maggior numero di omicidi per arma da fuoco.
Con un tasso di 0,71 assassinii su 100 mila abitanti l’Italia stacca tutti.
Alle sue spalle un altro insospettabile: il Belgio con 0,68 morti.
Numeri alti anche per la Bulgaria con 0,67.
ROMANIA E FRANCIA LE MENO INSANGUINATE. Basta attraversare il confine verso Nord dalla Bulgaria per entrare nel Paese europeo con il minor numero di morti da arma da fuoco: è la Romania, che ha un tasso di mortalità di appena lo 0,02.
Poco sopra ci sono la Francia e la Gran Bretagna che fanno segnare a testa 0,06 e 0,07.
Bene anche l’Austria (0,1) e la Spagna (0,3).
Da rilevare invece un tasso leggermente alto per i Paesi scandinavi con la Finlandia a quota 0,45 e la Svezia a 0,41.
Lettera 43

Lettera 43

“Gli omosessuali meritano la morte”. L’omelia del parroco contro le unioni civili | Video Il Fatto Quotidiano TV