A te, amore, questo giorno
lo consacro a te.
Nacque azzurro, con un'ala
bianca in mezzo al cielo.
Giunse la luce
all'immobilità dei cipressi.
Esseri minuscoli
sbucarono sull'orlo di una foglia
o sulla chiazza del sole su una pietra.
E il giorno...

A te, amore, questo giorno
lo consacro a te.
Nacque azzurro, con un’ala
bianca in mezzo al cielo.

Giunse la luce
all’immobilità dei cipressi.
Esseri minuscoli
sbucarono sull’orlo di una foglia
o sulla chiazza del sole su una pietra.

E il giorno rimarrà azzurro
finché entrerà la notte come un fiume
e farà tremare l’ombra con le sue acque azzurre.

A te, amore, questo giorno.

Non appena, da lontano, dal sogno,
l’ho presagito e non appena
mi ha sfiorato il suo tessuto
di rete incalcolabile
ho pensato: è per lei.

Fu un battito d’argento,
fu un pesce azzurro che volava sul mare,
fu un contatto di sabbie abbaglianti,
fu il volo d’una freccia
che tra il cielo e la terra
attraversò il mio sangue
e come un raggio accolsi nel mio corpo
lo straripante splendore del giorno.

Pablo Neruda (12 luglio 1904 – 1973)

Impariamo dai bambini a condividere
NINO Fezza cinereporter

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NINO Fezza cinereporter

NINO Fezza cinereporter
Don’t leave them alone…

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Don’t leave them alone…

Le foto simbolo della resistenza
Ieshia Evans, infermiera 28enne di New York, sabato 9 luglio ha deciso di scendere nelle strade di Baton Rouge, Louisiana, durante la manifestazione della comunità afroamericana contro l’uccisione di Alton Sterling, freddato dalla polizia in circostanze ancora da chiarire.
La sua foto, con le braccia conserte, lo sguardo fermo e il vestito mosso dal vento, di fronte agli eganti anti-sommossa è diventata il simbolo, uno dei simboli, delle proteste che stanno infiammando gli States.
Una immagine iconica che non può non ricordare il pugno alzato di Teresa Asplund, una attivista svedese che lo scorso primo maggio affrontò da sola un corteo di neonazisti.
Il pugno alzato e fiero di Teresa ha fatto riaffiorare alla memoria il gesto di un’altra donna svedese che 30 anni prima aveva gridato il suo no ai neonazisti.
Danuta Danilesson, di orine ebree e figlia di una deportata, il 13 aprile 1985 prese letteralmente a sborsettate una delle teste rasate presenti alla manifestazione del Partito del Raich Nordico, il cui nome lascia poco spazio alla fantasia, a Växjö.
Nel 1967 durante la manifestazione contro la guerra in Vietnam a Washington, l’allora 17enne Jan Rose Kasmir contrappose un fiore ai fucili della Guardia Nazionale.
Il movimento per i diritti civili americano però ha due donne simbolo su tutte.La prima fu Rosa Parks. Con il rifiuto nel 1955 di cedere il posto su un bus a un bianco diede di fatto il via al boicottaggio degli autobus a Montgomery.
Rosa venne arrestata, ma il suo gesto l’ha fatta passare alla storia come The Mother of the Civil Rights Movement.
L’altra madre del movimento è senza dubbio Amelia Boynton che il 7 marzo 1965 venne ferita durante la marcia da Selma a Montgomery. Quella data verrà poi ricordata come Bloody Sunday: 600 attivisti furono attaccati dalla polizia con manganelli e lacrimogeni all’altezza del ponte Edmund Pettus.
Amelia, morta a 104 anni, nel 2015 è riuscita a partecipare poco prima di morire alla cerimonia per ricordare la storica marcia con Barack Obama e la first lady Michelle.
(Lettera 43)

Vorrei essere ricordata come una persona che voleva essere libera … così che anche altre persone potessero essere libere
Rosa Parks

Vorrei essere ricordata come una persona che voleva essere libera … così che anche altre persone potessero essere libere
Rosa Parks

Eravamo tutti meridionali. La migrazione sui Treni del Sole

quando sento i miei connazionali fare i razzisti e io penso ai milioni di italiani emigrati non solo da sud a nord, ma da tutt’Italia al resto del mondo e vorrei solo sputargli in faccia. (apri questo link)