Anonym fragte: Ciao Kon, la mia domanda è questa: a livello teorico, se una persona non incappasse mai in malattie, patologie varie, incidenti o altro, potrebbe potenzialmente vivere all’infinito o quantomeno centinaia di anni? O morirebbe comunque per altri motivi?

spaam:

Ti potrei sommergere dalle teorie per cui la gente invecchia e muore anche senza cause patologiche esterne, cominciando dalla vecchia teoria della catastrofe degli errori (la somma accrescitiva dei difetti di comunicazione tra DNA e RNA), passando per quella dei radicali liberi e pure quella dell’ossidazione dovuta a radiazioni, luce e ossigeno, fino a lanciarci da quella di Hayflick (più che altro un’osservazione) e infine arrivare alla Teoria dei Telomeri, che sono la parte terminale del DNA fungenti da backup dei dati genetici tra una replicazione e l’altra; in soldoni, ad ogni replicazione essi si accorciano e perdono parte delle informazioni, con il risultato che l’organismo perde lentamente le sue funzionalità, invecchia e schiatta.

Questo è il motivo per cui bisogna lasciar lavorare @spaam: perché scopra come non farli accorciare e ci faccia diventare tutti immortali, preferibilmente senza mutuo.

Rispondo solo ora perché il fine settimana lo dedico a spendere soldi per produrre più CO2 e innalzare ulteriormente la temperatura del Globo affinché moriremo tutti indipendentemente dai telomeri, gli agenti patogeni, le malattie e gli incidenti.

Mi dispiace, ma se tutti fossero immortali, secondo le statistiche, avremmo 88 mln d’individui in più all’anno. In 10 anni 880 mln. In 100 anni 8 miliardi e 880 che più i 7.4 di ora farebbero, al 14 Agosto del 2116, 16.3 miliardi scarsi d’immortali. Non arriveremmo al giovedì della settimana dopo.

Poi ci sono pure i Telomeri, ma pare che lì dentro non ci sia nessun segreto della vita. I topi, per esempio, ce l’hanno più lunghi dei nostri e vivono in media 30 volte meno di noi. Il DNA, poi, ad ogni ciclo di replicazione si prende qualche singola mutazione. Molto spesso non succede nulla, non si nota ma andando per infiniti cicli e considerando una percentuale costante di mutazioni e conseguente evoluzione del genoma, dovremmo nascere umani, crescere umani, arrivare ai 400 anni, ancora umani, ma intorno ai 640-650 essere diventati già altro. Che so, tripedi senza orecchie, dei monogamba immobili, tipo alberi: la riproduzione avverrebbe tramite schizzi di sperma, tanto con 100 miliardi di abitanti, sarà come vivere dentro una carrozza della metropolitana in orario di punta. A meno che non ci obblighiamo ad avere figli prima dei 300 anni d’età, ma la vedo comunque difficile anche solo pensare di arrivarci.

Il cervello umano va in pappa dopo i 70, figurati ai 300. Le cellule nervose non si riproducono, non tutte almeno o comunque non sono come la pelle, quindi non credo possano reggere il peso di più di 100 anni. Per farlo dovrebbero smettere di consumarsi, ma dovremmo violare un po’ troppe leggi della fisica, della biologia e pure di Murphy. No, mi dispiace, l’immortalità è un’idea buona per la fantascienza, ma il mutuo lo dovrà finire di pagare qualcun altro. È per questo che uno fa i figli.