Scienza di Confine

CALAIS: THE WALL

Roma, gli asini peccatori

Di ilsimplicissimus

Si rimane esterrefatti vedendo le 10 pagine del Corriere e le 7 di Repubblica dedicate alla Raggi e all’affaire Muraro, impagabile testimonianza indiretta di una cupola che ad ogni costo vuole tornare a governare gli affari, mentre di fronte a questo fuoco di sbarramento, mai visto con i sindaci piacioni, piaciati, ciclotimici o picchiatori di strada che hanno mandato Roma alla rovina nel corso trent’anni.
… Avete mai visto sette pagine su Repubblica quando, ed è storia recentissima, quattro assessori della giunta Marino, finirono sotto inchiesta? Questa sproporzione che sfiora il grottesco restituisce bene il senso delle cose e dell’insopportabilità della cupola e dei suoi fans consapevoli o subliminali, per l’ “incidente” Raggi.
Non trovo commento migliore se non quella di una favola etiope chiamata l’asino peccatore che diligentemente riporto assicurandovi sulla parola di non essere consulente di nulla nel Corno d’Africa: Un giorno il leone, il leopardo, la iena e l’asino si incontrarono e si misero a lamentarsi dei brutti tempi: da mesi non pioveva, né gli
uomini né gli animali trovavano più niente da mangiare.
– Di chi sarà la colpa? – si domandavano l’un l’altro.
– Forse qualcuno di noi ha commesso un brutto peccato, e per questo
non piove piú.
– Già, dev’essere proprio cosí.
– Il peccatore dovrà confessare, cosí potremo castigarlo: poi forse ricomicerà
a piovere.
Le bestie furono d’accordo su questo punto, e il primo a confessare le
sue malefatte fu il leone.
– Povero me, io sono colpevole di un’azione bruttissima. Non tanto
tempo fa vicino al villaggio ho sorpreso un vitello: gli sono saltato addosso
e l’ho mangiato.
Gli altri guardarono il leone, osservarono le sue zanne temibili e i suoi
robusti artigli, poi scossero la testa: – No, no, via, questo non è un peccato grave.
Per secondo parlò il leopardo: – Io sí che sono colpevole di una brutta
azione. Non tanto tempo fa, giú nella valle, ho incontrato una capra che si
era sperduta, e l’ho sbranata.
Gli altri animali guardarono il leopardo, osservarono le sue membra
agili e forti, scossero il capo e dissero: – No, no, via, questo non è un peccato
grave.
Per terza parlò la jena: – Io sí che sono colpevole di una brutta azione.
Non tanto tempo fa ho rubato una gallina e l’ho mangiata.
Le bestie scossero il capo: – No, via, neanche questo è un peccato grave.
Per ultimo parlò l’asino: – Non so se si tratta proprio di una cattiva
azione. Fatto sta che l’altro giorno, mentre il mio padrone chiacchierava
con un amico, ho strappato un paio di ciuffi d’erba dal bordo della strada.
Gli animali lo guardarono in silenzio un momento, poi scossero tristemente
il capo: – Questo sí che è un peccato grosso. Sei dunque tu il colpevole
di tutti i nostri mali. – Gli balzarono addosso e se lo mangiarono.