Fatevene una ragione: quelli che chiamano troia, puttana, pompinara una donna che fa del sesso come e quando cazzo pare a lei ci sono sempre stati e ci saranno sempre. E anche se non vi fa piacere saperlo, c’erano prima del web. C’era il delitto d’onore, c’erano i mariti che tenevano per il collo le mogli schiave, c’erano partiti politici, pensate un po’, contrari all’aborto, o quelli che pretescamente pretendevano che una donna, prima di abortire, dovesse parlarne (nel caso ve o stiate chiedendo significa chiedere il permesso) con qualcuno (medici, psicologi, preti, semplici imbecilli frustrati). Questo è quello che siamo, soprattutto da quando siamo passati da l’utero è mio e me lo gestisco io a l’importante è farmi chiamare architetta. Che la povera ragazza che si è tolta la vita dovesse saperle, queste cose, è chiaro. Che ha fatto la cazzata di fidarsi della gente sbagliata, è vero. Che ho, tutti abbiamo fatto puttanate ben peggiori, è vero. Sono anche vere altre cose, però.

rispostesenzadomanda: continua a leggere.

“Non è stato “il web” a pubblicare online il video hard della ragazza che si è suicidata nelle scorse ore. “Il web” non ha creato pagine Facebook, montaggi derisori su YouTube, un’infinità di memi. E non è stato “il web” a ipotizzare si trattasse di marketing, il lancio pubblicitario di una futura pornostar (quello si è letto anche su alcune testate). I responsabili sono esseri umani, con nomi e cognomi, che semmai hanno sfruttato il web per essere ancora più meschini e idioti di quando erano solo offline. Se volete prendervela con qualcuno, non accusate la tecnologia, non chiedete il “diritto all’oblio” (che naturalmente non c’entra nulla): prendetevela con la bassezza e lo schifo degli esseri umani.”

Lei è completamente ubriaca, incapace di reagire. Viene trascinata nel bagno della discoteca da un uomo che la violenta. E le amiche, invece di intervenire, si arrampicano sulla porta del bagno e filmano tutto ridendo di quel che sta accadendo. Il video verrà poi postato su WhatsApp.

 

È successo a Rimini un sabato sera come tanti e ora c’è un’indagine aperta dalla Procura. La vittima è minorenne, ha 17 anni. Si trovava nel locale e ha cominciato a bere. Non si sa se di sua iniziativa o spinta a farlo. Ma in fondo poco importa perché quando lei è quasi completamente incosciente, viene prelevata e portata di peso in un bagno da un ragazzo conosciuto quella sera stessa. E qui viene violentata (dal video, secondo quanto riportato dai giornali locali dopo aver sentito gli investigatori che si occupano del caso, pare che la ragazza non sia in grado di reagire in alcun modo).

 

A far scattare la denuncia è stata la diffusione del video. È solo a quel punto che la minorenne si rivolge alla madre, che si reca subito ai carabinieri. La ragazza è stata sentita, ma ha potuto raccontare poco. I suoi ricordi di quella sera sono molto confusi. Ora verranno sentite anche le amiche che erano con lei. Mentre non è ancora chiaro se il ragazzo violentatore sia stato identificato.

bottana