catastrofe: “when the earthquake strikes but it’s like your lucky day. Sort of. Not really. ”

Il cuore medievale dell’Italia ridotto in polvere

C’è la bellezza italiana ridotta in polvere e c’è soprattutto per la prima volta un profondo senso di impotenza di fronte ai crolli dei capolavori medievali che rendono unica l’Italia. A fine giornata il bilancio di una manciata di secondi di scossa di terremoto è un miliardo di euro, forse anche due, di danni in più al patrimonio culturale italiano.

madonnaliberaprofessionista:

Dopo il terremoto di Norcia alcuni fedeli cristiani si sono radunati in piazza, per pregare, e chiedere al loro Dio di interrompere le scosse.
Oltremodo curiosa questa scelta di radunarsi all’aperto.
Non sotto il tetto di un qualsiasi edificio, di culto o meno.
Avverto un tremito nella forza.

Ma non temete: non è mia intenzione esprimere parole oltraggiose verso chi ama interloquire con la propria entità irreale preferita chiedendogli di modificare un evento reale.
Tanto più che questi sono i giorni del Lucca Comics & Games e è giusto che ognuno renda omaggio al suo personaggio di fantasia del cuore come meglio crede.

Sono anzi molto vicino a tutte le vittime di tutti i terremoti, questo perché essendo un fedele della Chiesa Pastafariana Italiana so benissimo cosa significhi dover vivere sotto l’occhio per nulla vigile di una divinità che si disinteressa completamente a noi e, proprio per questo motivo, mi sento molto vicino a chi nei momenti di paura totale preferisce aggrapparsi a qualsiasi cosa per darsi coraggio e voglia di andare avanti.
Anche se questo significa aggrapparsi al nulla assoluto.
La paura della morte, del dolore, della perdita… è alla base di qualsiasi pensiero irrazionale, di qualsiasi religione (meno che quella Pastafariana) ed è qualcosa che, per disgrazia o per fortuna, ci rende umani.

Ma credo anche che i terremoti succedano per cause del tutto fisico-meccaniche, indipendenti dalla volontà dell’uomo o di qualsiasi Dio.

Non come don Livio Fanzaga, il conduttore di Radio Maria che chiese ai suoi ascoltatori di ringraziare Dio quando, a sentir lui, decise di annientare L’Aquila di venerdì santo perché le vittime “partecipassero, diciamo così, alla sofferenza e alla sua passione”.

309 vittime
1600 feriti

Se voi sapeste come sono felice di avere un dio che non mi fa nessun regalo.

(Giampietro Belotti, “Capitan Casoncello dell’Illinois”, esorcista pastafariano).