dove andate ? a Gorino?

@quattroperquattro THIS

nonleggerlo: “ #Leopolda7 (Foto Riccardo Sanesi) ”

Uno dei problemi della campagna referendaria è che da un lato hai un generatore di fregnacce a moto perpetuo che si presenta compatto, istituzionale e con visibilità mediatica e dall’altro hai un arcipelago scarsamente coeso (giustamente: se le ragioni del no devo sentirle da salvini finisce che cambio idea). I pochi slanci inclusivi hanno qualche pecca di base, tipo il comitato per il no (capisco che la bandiera è la bandiera, ma se fai un logo di due lettere con quei colori lì il richiamo al pidì è inevitabile) (e se lo scopo è infinocchiare son più bravi loro).

Le iniziative pro-no a cui ho avuto occasione di partecipare avevano un pubblico non particolarmente indeciso ed è stato un po’ come assistere ad un seminario informativo sui rischi sanitari dell’essere vegani con un pubblico di macellai: moralmente rinfrancante ma di scarsa utilità divulgativa.

Sono poi stato leggermente rincuorato dal parlare con un paio di persone favorevoli ad un “senato delle regioni” che hanno però deciso di votare no dopo essersi informati sull’attuale proposta. Temo però siano mosche bianche.

Nobel per la sintesi all’amico che ha sintetizzato così l’approccio renziano al referendum:

è come andare da uno del Biafra e dirgli “vuoi un grissino in bocca e un salame nel culo?” e quando ti dice no “eh ma allora non hai fame”

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