corallorosso: “Gianni Berengo Gardin, Venezia, 1958 ”

1 dicembre 1955: ROSA PARKS
Il 1º dicembre del 1955, a Montgomery, Rosa stava tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta. Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupò il primo posto dietro alla fila riservata ai soli bianchi, nel settore dei posti comuni. Dopo tre fermate, l’autista le chiese di alzarsi e spostarsi in fondo all’automezzo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Ella, mantenendo un atteggiamento calmo, sommesso e dignitoso, rifiutò di muoversi e di lasciare il suo posto. Per di più, se avesse obbedito al conducente, dato che tutti i posti a sedere erano occupati, sarebbe dovuta rimanere in piedi con un problema di dolore ai piedi che l’affliggeva[2]. Il conducente ferma così il veicolo e chiama due agenti di polizia per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone di colore a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando in quello a loro riservato non ve n’erano più di disponibili. Da allora è conosciuta come The Mother of the Civil Rights Movement.

corallorosso:

ALEPPO: L’ESODO

di Shady Hamadi

Aleppo è una grande fossa comune, riempita di cadaveri avvolti in una finta morale: quella nostra, occidentali, e quella degli arabi, sempre pronti al compromesso. …
Il nostro vizio capitale è: giudicare i Paesi degli “altri” quotidianamente, senza dare una prospettiva storica agli eventi. Gli “altri” sono i popoli oltre i confini di quella entità chiamata “occidente”. Gli “altri” sono quelli con cui adoperiamo la doppia morale. Le loro dittature possiamo giudicarle “mali minori necessari”, come quella che governa in Siria dal 1970, passata di padre in figlio. I regimi degli altri possono essere “buoni”, se ci dicono di volerci proteggere dalle nostre paure. Il governo siriano si è sdoganato così, dicendo di essere baluardo al terrorismo e garantendo all’Europa stabilità politica.

Il compromesso, per il nostro occidente ipocrita, è quello di accettare di intrattenere rapporti con presidenti, in giacca e cravatta, che nei loro Stati perseguitano le loro popolazioni. Sono questi i compromessi che affondano Aleppo in un mare sconosciuto.