celiabasto:
“ 100% ART
”

appena letta la notizia mi sono subito sentita malissimo pensando ai genitori, alla madre che pare fosse lì, al compagno di lei: ai parenti, agli amici, che resteranno segnati per sempre.

E poi ho pensato che i Giovanardi vari non avrebbero osato sciacallare, ma mi sbaglio spesso in questi casi. Mi rifiuto di andare a leggere, mi sforzo di concentrarmi sul fatto che chiunque umano oggi avrà pensato: “Ma basta cazzo, per un paio di canne, dai…” mentre pochi giorni fa probabilmente erano molto felici delle perquisizioni nei licei, così eliminiamo la marmaglia; mettiamo i tornelli per tenere fuori i cattivi dalla biblioteca che rubano e si masturbano (l’ho letto, giuro, di una tipa che si lamentava del Cua perché aveva visto uno che si masturbava nei locali della 36 di Bologna). Ma teniamo “fuori i cattivi” è molto da bulli, come Trump: noi, invece, evoluti e progressisti mica i rumeni, noi mandiamo i celerini a devastare i locali di una biblioteca dell’università più antica del mondo; mandiamo una pattuglia della finanza a casa di un ragazzino di provincia per 10 grammi di erba trovata dopo una perquisizione in una scuola pubblica.

La finanza

in casa

con mamma presente

perquisizione in cameretta

(mi si spezza il respiro dall’ansia solo a pensare a una situazione del genere per un ragazzino, non importa come o quanti era popolare, un ragazzino: prima sputtanato a scuola e ora stava per esserlo con i genitori).

E magari questi finanzieri davvero sono così superficiali – SARCASMO – da non aver pensato al peggio, magari cercando di prevenire il peggio: potevano evitare di perquisire la cameretta o di portare a casa il ragazzino come fosse un delinquente? Forse. Potevano fare meglio di sicuro, a cominciare dal NON fare niente di tutto ciò, potevano segnalare la cosa ai genitori e stop. Potevano disubbidire, rifiutarsi, obiettare su tutto il resto. Avrebbero perso il lavoro blabla sì, ma non avrebbero un ragazzino sulla coscienza, ora. Però hanno un nome e un volto.

Non così per i celerini che hanno caricato in biblioteca all’unversità di Bologna: potevano non caricare, ma tanto non hanno né volti né nomi. Potevano trovare un altro modo per entrare in biblioteca senza devastarla, potevano evitare di far roteare i tonfa sulle teste, di sfondare, di lanciare spray urticanti, di menare strattonare e prendere a calci? Sì. Potevano, ma a loro l’impunità serve solo a questo ormai.

Va tutto al contrario: quelli che in più di uno (?) non hanno capito il dramma. Questi altri che in troppi decidono di disintegrare l’ultimo baluardo, il “niente guardie in facoltà” “fuori gli sbirri dall’università”, era un ultimo fortino: non si entra armati in università, non è mai una buona idea.

E’ un evento che nei libri di storia spesso prende il ruolo di spartiacque.

(via soldan56)

Richiesta di rinvio a giudizio.
Richiesta di rinvio a giudizio.
Ora faremo veramente i conti. Sono pronta al processo. Avete finito di nascondervi dietro una divisa che non meritate di indossare. Urlate pure. Offendete pure.
Ora caro Tedesco ti farò...

Richiesta di rinvio a giudizio.
Richiesta di rinvio a giudizio.
Ora faremo veramente i conti. Sono pronta al processo. Avete finito di nascondervi dietro una divisa che non meritate di indossare. Urlate pure. Offendete pure.
Ora caro Tedesco ti farò...

Richiesta di rinvio a giudizio.
Richiesta di rinvio a giudizio.
Ora faremo veramente i conti. Sono pronta al processo. Avete finito di nascondervi dietro una divisa che non meritate di indossare. Urlate pure. Offendete pure.
Ora caro Tedesco ti farò abbassare quello sguardo arrogante di sfida che hai avuto l’ardire di rivolgermi ogni volta che ci siamo incontrati in udienza o alle operazioni peritali.
Ora iniziate davvero ad avere paura.
Sono pronta al processo. Voi?
E vi prego di risparmiarci la classica lettera di scuse finale per guadagnarvi la benevolenza dei giudici.

Ilaria Cucchi

imod:
“Ci siamo dimenticati di essere felici…
”

imod:

Ci siamo dimenticati di essere felici…