…e c’era una puzza tremenda

Una società colpevolmente e profondamente ingiusta alla radice, che produce emarginazione disperazione e perdita di ogni tipo di valore. Perfino la vita umana e derubricata ad accessorio sacrificabile. Adesso ha scoperto la “soluzione definitiva” far credere che il metodo più semplice per risolvere i suoi problemi di giustizia è quello di armare gli stessi cittadini, che passano da vittime a risolutori finali. Persone che si ergono a giustizieri su due piedi, delle gravi incongruenze e colpe della stessa società. Il potere costituito diventa “comprensivo” anzi ammiccante. E vediamo, “l’eroe a 20mila euro al mese” Salvini, essere che definire spregevole è un complimento, cavalcare le proprie colpe, immortalandosi in una posa fotografica con l’ultimo giustiziere della notte (naturalmente per errore). E il tutto tra il gaudio dei suoi fans. Passando da colpevole, in quanto parte integrane del potere, a fulgido esempio di quello che si dovrebbe fare. Ed è cosi che le tante vittime si vestono di panni non propri. C’è chi crede che togliere la vita a chi in fondo è diversamente vittima come loro, sia giusto. Insomma ci hanno convinto che i veri nemici i principali nemici da abbattere, sono i disperati che incontriamo sulla nostra strada, fossero barboni che dormono su un cartone, o chi ti ruba qualche stecca di sigarette o l’incasso al distributore o ti importuna chiedendoti qualche centesimo fuori al supermercato, insomma chi è più disperato di noi. Il potere si è auto-assolto, e molti ci cascano in questo vile giochetto. Viva L’Italia.

Dentro l’aula della Camera però la battaglia così sentita sui media, e sullo sfogatoio collettivo dei social network, i duelli laceranti scatenati dai casi come quello di Fabiano Antoniani che è dovuto andare a morire in esilio, era solo un’eco...

Dentro l’aula della Camera però la battaglia così sentita sui media, e sullo sfogatoio collettivo dei social network, i duelli laceranti scatenati dai casi come quello di Fabiano Antoniani che è dovuto andare a morire in esilio, era solo un’eco attutita dal silenzio che può fare una stanza del genere quando dentro ci sono venti deputati al massimo.

La Stampa

ma volete anche che lavorino di lunedì? ma non pretendiamo troppo?

Occhio alla tessera PD