heresiae:

 

Non mi piace il calcio e ancora meno gli appassionati che trovano legittimo andarsene in giro per la città strombazzando quelle cazzo di trombette come se fossero allo stadio, ma non per questo gli ho augurato di venir calpestati a sangue dai propri compagni.
Quello che è andato in scena ieri sera a Torino in piazza San Carlo è il succo più puro e concentrato di quella che si può chiamare idiozia di massa.
L’idiozia di chi pensa che far scoppiare un petardo in mezzo alla folla accalcata sia divertente.
L’idiozia di chi lascia migliaia di persone accalcarsi in una sola piazza senza controllare che sia sufficientemente in sicurezza per farlo (ringhiere di protezione che cedono sotto il peso delle persone, nessuna via di fuga laterale, solo alle estremità).
L’idiozia di chi pensa che le bottiglie di vetro le può tranquillamente buttare in terra, poco importa se qualcuno ci inciampa o ci si taglia.
Ma, soprattutto, l’idiozia di chi invece di tranquillizzare la popolazione ed esortare alla calma, usa ogni minimo evento grande e piccolo per fomentare la paura e usarla per accrescere il proprio potere personale. Per non parlare di quelli che lo fanno solo per i click.
Non abbiamo due amici all’ospedale oggi perché appena arrivati in piazza lei ha detto “no che se scoppia una bomba qui con tutte queste persone non ce la caveremo mai”. Chissà quanti sono andati li con questo pensiero (un paio di migliaia a quanto pare).
Più di 1500 persone sono rimaste ferite ieri sera nel panico di un finto allarme bomba che non si saprà mai chi l’ha lanciato (e spero vivamente che fosse panico vero e non un buontempone ubriaco, che purtroppo è la teoria che mi convince di più).
Da atea non credo nei miracoli, ma ne è avvenuto praticamente uno dato che non è morto nessuno. Nemmeno quelli cascati dalla ringhiera che ha ceduto.
Come dicevo non mi piace il calcio, ma ieri sera era uno di quei rari momenti in cui un sacco di gente diversa che nella vita reale si schiferebbe a pacchi, riesce a essere unita e felice e in pace. L’idiozia l’ha rovinata (e conoscendo l’Italia, forse l’ha rovinata anche per gli anni futuri, incluse tutte le manifestazioni di piazza che ora l’Appendino può eliminare con agilità. Dite ciao ciao al rinnovamento di Torino).

Oggi cominceranno i rimpalli sulle responsabilità. Vi facilito la cosa: tutti.

E date una medaglia alle forze dell’ordine e alla Croce Rossa presenti, che pensavano di essere lì a gestire ubriachi scalmanati e invece hanno probabilmente dovuto pure improvvisare un triage.

FREE PALESTINE

 

 

di Gianluca Ferrara | 5 giugno 2017

Il 5 giugno di 50 anni fa, tramite la famigerata Operazione Focus, Israele iniziò la Guerra dei Sei giorni. Con quell’attacco Israele si impossessò delle Alture del Golan, la Striscia di Gaza, la penisola del Sinai e Gerusalemme est. Il 22 novembre del 1967 il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approvò la risoluzione 242 che prevedeva la restituzione dei territori occupati. Una risoluzione che Israele non ha ancora rispettato.

Dopo il 1967 Israele ha continuato sempre più la sua occupazione illegale. Nel 2008, nell’operazione denominata Piombo fuso, fu persino usato il fosforo bianco. In quei giorni furono uccisi 895 civili e 167 poliziotti a cui vanno aggiunti 280 bambini e 111 donne.

Nel luglio 2014, con l’azione militare nota con il nome di “Margine protettivo”, Gaza fu colpita dai caccia israeliani; un intero popolo senza via di fuga (Gaza è una prigione cui non è permesso né accedere, né uscire) fu sottoposto ai raid di uno degli eserciti più potenti al mondo. Nei 50 giorni di attacchi furono uccisi 547 bambini.

Nonostante questi fatti inoppugnabili, con il termine “terrorista” è indicato solo il palestinese che si fa esplodere o accoltella uno o più israeliani. I mass media israeliani nascondono le ragioni di tali violenze e attaccano chi contesta la politica estera d’Israele, etichettandolo come discendente diretto di Hitler. Il 4 dicembre del 1948 il New York Times pubblicò una lettera scritta da importanti intellettuali ebrei tra cui Albert Einstein, che dovrebbe far riflettere. In essa chiaramente si definisce l’azione sionista in Israele equivalente a quella dei nazisti e fascisti in Europa.
In maniera strumentale si è volutamente confuso l’antisemitismo (i semiti sono gli ebrei e palestinesi israeliani) con antisionismo, cioè quel movimento che, paradossalmente, ha molte analogie con il nazismo. Come ha sostenuto lo scienziato politico ebreo Norman G. Finkelstein: “Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti”.

(via masoassai)

(Fonte: corallorosso, via soldan56