(Fonte: limaotto)

Quando c’era la coscienza della propria Storia e non zerbini tricolori.

 

(Fonte: limaotto)

TROVACAMPORELLA – La mappa dei migliori posti per andare in camporella e per fare l’amore tranquillamente.

signorina-anarchia:

 

colcorpocapisco:

 

masoassai:

 

stranieroallaterra:

 

Il primo vincitore della giornata

sì, ma ocio.
per dire, a pisa consigliano lungarno guadalongo, che se sei etero mica va tanto bene

 

@masoassai lascia fare, sia mai che a qualcuno possano aprirsi altri mondi…

stranieroallaterra:

 

Ammetto di aver impiegato un paio di secondi a capirla…

banalità

 

79 tra morti e dispersi e il bilancio potrebbe peggiorare dicono
parlo del palazzo incendiato a londra in cui la gente viveva e lavorava
cosa dovremmo imparare da ciò?
innanzitutto che non solo in italia si muore di mal gestione
non solo in italia ci vendiamo l’anima al prezzo delle vite degli altri
ci insegna anche che c’è qualcosa che uccide più del terrorismo. parola che a questo punto dobbiamo riconsiderare
perchè c’è qualcosa che uccide di più
la compravendita di potere nelle istituzioni, negli organi decisionali
la corruzione per così poco, una fetta di anima in cambio di qualche soldo in più
il rischio di uccidere qualche persona, ma cosa vuoi che sia, figurati se succede qualcosa e se succede mica succede a me
o ancora peggio
ancora peggio
decisioni sconsiderate senza pensare alle conseguenze perchè tanto non ti toccano di persona, da parte di chi?
da chi dovrebbe essere preposto a tutelarti
e allora di chi ci dobbiamo fidare?
non che pretenda una risposta
solo vorrei che ci rendessimo conto che odiamo le persone sbagliate
solo vorrei che invece di aver paura per uno ius soli avessimo paura delle persone giuste
solo quando sai chi colpire puoi agire diceva manuel
ma cercava il punto g
tempo ben speso, invece di cacare il cazzo a dei poveracci che son come noi vittime dei pupari*

 

 

*sono quelli che nell’opera dei pupi muovevano i pupi, gente analfabeta che però ti incantava con le storie romanzate di gesta inventate

altre banalità

 

A parte il bellissimo concetto di dare un riconoscimento tramite la cittadinanza italiana a un bambino figlio di immigrati ben integrati che va a scuola, ma a che dovrebbe servire IN PRATICA dare la cittadinanza a un minore se comunque la otterrebbe a 18 anni?
Cioè che ci deve fare un minore con la cittadinanza?
Un minore non può votare, non può iscriversi alla motorizzazione e guidare una macchina, non può comprare una macchina, non può comprare una casa, non può firmare un contratto, non può sposarsi, ne adottare figli.
Gli diamo la cittadinanza prima dei 18 anni, anche se di fatto fino a 18 anni non serve a nulla.

Il provvedimento sullo ius soli presentato come rivoluzionario puzza di demagogia. Inutile demagogia. Persino Saviano l’ha detto.
Non a caso è stato calendarizzato in fretta e furia (la lettura precedente alla camera era di 18 mesi fa) dopo il risultato delle amministrative che ha visto fuori il M5S da quasi tutti i ballottaggi. Come a dire: facciamo qualcosa di sinistra per riprendere quella parte di voti dall’elettorato grillino.
Qualora il 5S fosse entrato nei ballottaggi al posto dello ius soli adesso ci sarebbe in discussione la proposta Richetti sull’abolizione dei vitalizi.
Abbiamo il partito PD che usa il Parlamento come strumento di propaganda.
Fanno benissimo i 5S a tenersi al riparo da questi giochini fatti per prendere in giro le persone.

 

Ero in quarta superiore, ai tempi. Risiedevo in Sardegna da anni (più di dieci, se non ricordo male). La mia educazione, sviluppo e crescita si erano svolte per una parte importante della mia vita in un Paese che oramai riconoscevo mio. L’italiano (e il sardo) erano diventate mie lingue, quanto lo era la mia lingua madre. L’italiano, anzi, era diventata la mia prima lingua: in italiano erano scritti i libri che leggevo; in italiano erano le poesie che scrivevo; in italiano iniziavano a svilupparsi i miei sogni (letteralmente iniziavo a sognare anche in italiano, cosa che ha implicazioni profondissime dal punto di vista psicologico)…
La maggior parte delle mie relazioni sociali si sviluppavano in italiano (e sardo). Le prime risse, gli amori, le amicizie. Ero stato già rappresentante di classe, poi d’istituto e in consulta provinciale. Io RAPPRESENTAVO i miei coetanei, eletto da loro a tale scopo.
Però.
Però:
Non potei partire per la gita di classe. Né per le vacanze. Né al campo di volontariato.
Non potei vivere a pieno quel periodo. Non mi fu permesso.
Non ero cittadino italiano.
Non avevo gli stessi diritti dei miei coetanei, amici, amori, avversari politici e sportivi.
Non mi era permessa la libertà di viaggiare, programmare, sognare, organizzare, costruire la mia vita, che invece avrei potuto avere una volta concessa la cittadinanza.
Io capisco che tu possa non ricordare o conoscere i privilegi che l’avere la cittadinanza conceda, ma credimi sono molto importanti. Soprattutto quando hai dodici, due, sedici, otto, quattordici o settordici anni.
L’ottenimento della cittadinanza, anni dopo, fu una Liberazione enorme: fisicamente, finanziariamente, legalmente, ma soprattutto mentalmente.

Comunque, tutto questo è solo una piccola e insignificante testimonianza personale. Non ha valore statistico. Il valore politico e sociologico credo siano insignificanti. Certamente non ha valore economico o psicologico.
Ma sono convinto che il riconoscimento della cittadinanza, in fondo, sia una questione di umanità. Nulla di meno. E se proprio qualcuno possa vedere qualcosa di più alto, nulla di più.

(Scritto di getto sul cellulare mentre intorno a me persone ben più importanti richiedono l’attenzione che immeritatamente non ottengono. Chiedo scusa per eventuali errori/orrori.)

 

Cioè che ci deve fare un minore con la cittadinanza?

 

Ah.. non è Salvini?