Vyacheslav Mishchenko

Anna Averyanov

Foggia, il Pd trasloca e due foto di Di Vittorio finiscono nella spazzatura

I due quadri con le immagini storiche di Giuseppe Di Vittorio li conserva ora gelosamente nell’ufficio dei vigili urbani di Stornara. “Quando li abbiamo visti lì martedì scorso non potevamo credere ai nostri occhi. Per prenderli mi sono anche tagliato un dito, perché i vetri delle cornici erano rotti. Non esiste un reato per ciò che è stato fatto, altrimenti gliel’avrei fatta pagare. Chi li ha buttati è un criminale”. Giuseppe Grippo è il maresciallo della polizia municipale del paesino alle porte di Foggia. Nel paese è conosciuto come Pinuccio.

È lui ad aver salvato dal macero, assieme al comandante Matteo Tucci, la prima pagina del 10 novembre del ‘57 del giornale Lavoro dedicata alla morte, avvenuta una settimana prima, che ritrae il grande segretario della Cgil e deputato del Pci, con accanto anche una sua fotografia commemorativa. Erano state gettate in un cassonetto di corso Fieramosca. A cento metri da quella che fino a un mese fa era la sede di un circolo del Partito democratico.

“Me le ricordo – racconta Grippo – che campeggiavano nella sede del Pci di piazza Matteotti. Avevo 11 anni e rimasi subito affascinato dalla sua figura. Un contadino che aveva lottato per i diritti dei braccianti, dei più poveri, che aveva combattuto il fascismo. Un ragazzo del Ghana mi ha raccontato che nella sua città esiste perfino una sezione dedicata a Giuseppe Di Vittorio. Un grande della storia nato in questa terra, a pochi chilometri da qui, a Cerignola. Tra gli anni ’80 e ’90, quelle immagini furono spostate nella sede di corso Fieramosca, poi del Pd. Quello che è stato fatto – tuona – è uno scempio, una vergogna, compiuta pochi mesi prima dei 60 anni della sua morte”.

INSULTI RAZZISTI ALL’IMMIGRATO STESO A TERRA IN STRADA, CHE AVEVA AVUTO UN ATTACCO DI EPILESSIA
Le bacheche dei social network continuano a ricordarci quanto siano siano di moda in un pubblico più o meno razzista o xenofobo le offese ai migranti che vivono nelle nostre città. Spesso basta un’immagine per scatenare una pioggia di pesanti offese, accompagnate dall’augurio di trovarsi un giorno a dover affrontare le peggiori sventure. Ce lo ricorda il caso dell’immagine di un ragazzo africano disteso in strada a Palermo. Lo scatto è stato pubblicato su Facebook alcuni giorni fa, sabato 29 luglio, da Francesco Vozza, coordinatore del movimento di Matteo Salvini nel capoluogo siciliano ed è stato seguito da centinaia di commenti vergognosi. «Fatelo asfaltare», «Sono peggio degli animali», «Selvaggi clandestini», «Passateci sopra», sono alcune delle frasi ed espressioni spuntate sulla pagina

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Ecco Francesco Vozza, referente di “Noi con Salvini” a Palermo, una vera risorsa salviniana. Fotografa un uomo che si è sentito male ed è svenuto e, anziché aiutarlo, si precipita a fare un post su Facebook che fomenta odio e genera indignazione. Come Matteo Salvini.
È vero che c’è un’invasione in Italia. Ma non di migranti. C’è un’invasione di razzisti. Gente che non scappa da guerre, ma dall’umanità.
Non accogliamoli.

Daniele Cinà

 

 

Venezuela, sconfitto il golpismo, ma non i media occidentali

Fateci caso: dovunque ci sia una democrazia retta da forme di sinistra popolare l’informazione occidentale parla di dittatura o ne insinua il sospetto, ma quando si tratta di dittature di destra o di reperti medioevali evita ogni definizione.