Carlo Giuliani oggi avrebbe compiuto 40 anni.

Ciao Carlo.

lopsicodrammadellessere:

“Non importa quanto possa sembrare difficile la vita perché puoi perdere tutte le speranze se non riesci a ridere di te stesso e della vita in generale.”

Il messaggio in questione è importante, se considerata la mente da cui proviene, Stephen Hawking, in una conferenza tenuta il 7 gennaio 2016, presso l’Accademia Scientifica Royal Society, non sui misteri del Big Bang, la luce o lo spazio, ma sulla depressione.

Quest’uomo, dai limiti puramente fisici, è stato un grandissimo esempio di resilienza, come capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Essa è la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

E dalla sua voglia di fare hanno preso vita scritti e parole che hanno mostrato a tutti quanto una mente possa essere libera, nonostante il corpo che lo ha tenuto prigioniero, ma mai del tutto in catene.

“Il messaggio di questa conferenza è che i buchi neri non sono scuri quanto sembrano. Non sono le prigioni eterne che vengono spesso descritte. Alcune cose possono uscire da un buco nero e potenzialmente raggiungere un altro universo. Quindi, se sentite che siete in un buco nero, non andate nel panico: c’è una via d’uscita.”

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942 – Cambridge, 14 marzo 2018) è stato un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo.

Stephen Hawking (with cane), Tariq Ali and Vanessa Redgrave at the front of an anti-Vietnam war demonstration, Grosvenor Square, London, 1968.

Photograph: Lewis Morley

 

“– Dimmi come faccio io ad amarti -, lui le diceva
– se suono valzer ogni sera, se a casa
ho un’altra donna che mi aspetta –
ma intanto la teneva stretta, stretta
e con la mano le asciugava dolcemente gli occhi.”

— Ivan Graziani, Canzone per Susy (”Agnese dolce Agnese”, 1979)

(Fonte: somehow—here, via bugiardaeincosciente)

 

La moglie dell’uomo ucciso a Firenze spiega cos’è il razzismo

https://www.internazionale.it/reportage/annalisa-camilli/2018/03/13/moglie-idy-diene-firenze

 

 

gazzellanera:

soldan56:

“Quando vedevo tutte quelle persone arrivare alla manifestazioni, molti italiani che conoscevano Idy e che piangevano per lui, le mie lacrime si sono fermate. Le loro lacrime asciugavano le mie lacrime”, racconta Suleiman che insieme ad Aliou e ad altri familiari ha aperto la manifestazione contro il razzismo che ha portato in piazza diecimila persone a Firenze il 10 marzo. “Più eravamo e più non sentivo paura”, continua. “Idy aveva molta paura dopo che era stato ucciso suo cugino Samb Modou”, racconta Suleiman. Gli aveva raccontato che quando vedeva un bianco mettere le mani in tasca si allontanava perché temeva che potesse estrarre una pistola. “Eppure la sua paura non l’ha salvato, questo significa che non è più il tempo di avere paura”, conclude.

I commercianti di Firenze hanno fatto una colletta per la famiglia e anche gli insegnanti di Abdullahi, il figlio di Aliou, si sono offerti di raccogliere soldi per la famiglia. I familiari hanno aperto un conto a nome di Aliou per sostenere le spese del rimpatrio della salma e per aiutare i figli di Diene, che sono rimasti in Senegal. “Siamo tutti uguali, il sangue che ci scorre nelle vene è rosso. Belli e brutti, bianchi e neri, siamo tutti uguali”, dice Abdullahi.

“Ho molti amici italiani che per me sono come fratelli, anche se mio zio è stato ammazzato da un bianco”, continua il ragazzo che frequenta le superiori in Italia e vorrebbe tornare in Senegal dopo il diploma per aprire un’officina meccanica. Il razzismo per Abdullahi nasce dal colonialismo: “Gli europei ci trattano ancora come schiavi, come i nostri antenati. Ci considerano inferiori quando veniamo in Europa per lavorare. Ci odiano perché vogliamo vivere come loro”.

L’IBAN del conto è IT48M0760105138259708359713 (con causale “in memoria di Idy”).“

(via mangorosa)

disobey11:

Gesù guarisce in giorno di sabato contravvenendo a una importante regola religiosa e nessuno dice niente, una madre prende dal centro di conferimento rifiuti in cui lavora un monopattino per regalarlo a suo figlio e la licenziano. Fossi stato il giudice avrei intimato di restituire il monopattino al legittimo proprietario: il centro di conferimento, per bruciarlo (il monopattino) . Ma perché licenziarla? Ovvio: in una società idiota come la nostra, si fermerebbe un importante comparto economico se la gente si mettesse a riutilizzare la roba invece di buttarla. Come dice il mio amico Stefano Re, riutilizzare un giocattolo vecchio invece di comprarne uno nuovo oggi è praticamente un reato. Siamo obbligati a produrre immondizia per fare prosperare il settore dell’immondizia, siamo obbligati a fare guerre e rapine per fare prosperare il mercato delle armi, siamo obbligati a impoverire il terzo mondo e a importare profughi per stare meglio noi e far lavorare il mondo dell’accoglienza, siamo obbligati ad ammalarci se no la medicina va a rotoli. Siamo la specie più intelligente del pianeta.

Natalino Balasso