ma noi non smetteremo mai di combattere

corallorosso: “Me chiamo Giorgia, Campo de politica da 21 anni. Dal 1998. Da quanno c'avevo 21 anni. Difendo Dio, Patria e Famiglia. Ma cor cazzo che me sposo. In vita mia ho sostenuto Berlusconi, Alemanno e Formigoni. Tutti condannati. Tutti...

corallorosso:

Me chiamo Giorgia,
Campo de politica da 21 anni.
Dal 1998. Da quanno c’avevo 21 anni.

Difendo Dio, Patria e Famiglia. Ma cor cazzo che me sposo.
In vita mia ho sostenuto Berlusconi, Alemanno e Formigoni.
Tutti condannati. Tutti delinquenti.
Ho votato la fiducia al governo Monti.
Ho sostenuto e approvato il Fiscal Compact e il Salva Italia.
Ho sostenuto e approvato il trattato europeo di Lisbona.
Ho sostenuto e approvato l’accordo di Dublino sui migranti.
Ho votato la Legge Fornero. Ripeto, ho votato la Legge Fornero!
Ho votato lo scudo fiscale e tutti i condoni per salvare gli evasori dalla galera.
Ho votato il Lodo Alfano, il Legittimo Impedimento e tutte le leggi ad personam per salvare Berlusconi dalla galera.
Ho votato che Ruby è la nipote di Mubarak.

Mo faccio finta che so appena atterrata da Marte. Che dite, ce cascano?

Raffaele Corvino

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L’ODISSEA DEL VICESINDACO DI SARZANA

Sei il vicesindaco leghista di Sarzana. Hai preso l’aereo. Destinazione: l’altra parte del mondo. È un viaggio d’affari. Vuoi mostrare ai cinesi i prodotti della tua regione.
Il volo dura trenta ore. Sei annoiato. Non sai come passare il tempo. Sulle tue ginocchia c’è una rivista di enigmistica aperta sulla pagina di un cruciverba che non riesci a risolvere.
Oltre il finestrino ci sono solo nuvole. Conosci persone che guardano le nuvole e ci vedono cose strane: oggetti, persone, animali, creature fantastiche. Tu no. Vedi nuvole che somigliano ad altre nuvole. Le guardi e pensi: “E allora Bibbiano?”. Non c’entra, ma quando sei costretto ad ammazzare il tempo il tuo flusso di coscienza finisce in vicoli ciechi. E allora cerchi conforto in concetti rassicuranti.
Bibbiano è il tuo trucco contro l’ansia. Vivi in un mondo pieno di cose che non capisci. C’è il rischio di impazzire. Persino quando ti chiedono indicazioni stradali provi una gelida sensazione di inadeguatezza. Ma poi pronunci la formula magica che ti hanno insegnato: “E allora Bibbiano?”. E tutto passa.
Non sopporti i viaggiatori. La gente vuole andare chissà dove invece di pensare al suo paese, al suo quartiere, al suo presepe, ai crocifissi, a Bibbiano.
Ora però sei uno di loro, senza esserne consapevole. Sei in viaggio verso Pechino. Porti la bandiera della tua regione in giro per il mondo.
Le ore passano, le nuvole scorrono davanti ai tuoi occhi senza dirti niente, ti viene sonno, scivoli nell’incoscienza, dormi per qualche ora. L’aereo atterra al termine di un volo tranquillo in cui sei rimasto solo con i tuoi pensieri e con qualche sogno che hai già dimenticato.
Scendi dalla scaletta. Una navetta piena di persone in divisa ti porta in un aeroporto che non ha niente di diverso da quelli occidentali. Però ci sono le guardie. Tante guardie. Una di loro si avvicina e domanda: “Chi sei?”.
Questa volta Bibbiano non serve. Ti ha fatto una domanda facile. Basta mostrare il passaporto. Sei convinto di potercela fare. Ma frughi nella tasca e ti succede una cosa orribile. Una vampata di calore ti fa barcollare. La tasca è vuota. Il passaporto è da qualche parte. Forse qualcuno l’ha raccolto su un marciapiede e ora sa che sei Costantino Eretta di Sarzana, un imbecille che ha perso il passaporto. Dopo un momento di imbarazzo scatta il consueto riflesso condizionato: “E allora Bibbiano?”. Ma ai cinesi non frega nulla di Bibbiano. Vivi in un mondo incomprensibile abitato da miliardi di persone che non hanno mai sentito nominare Bibbiano. È un mondo che ti fa venire le vertigini.
Quello che succede dopo è qualcosa di inconcepibile. Ti ridono in faccia. Ridono dei tuoi “ma io vi denuncio tutti”. Ridono mentre ti portano in una stanzetta grigia, con i muri scrostati, piantonata da altre guardie. Ti lasciano lì per 15 ore che non riesci a riempire con i tuoi pensieri, mentre quelli della tua delegazione cercano di chiarire le cose. Alla fine vieni espulso dal paese. Torni in Italia, rovesci la tua indignazione persino sui passanti, parli con i giornalisti, descrivi la tua storia come un’odissea.
Intanto in Italia ti sfottono. “Ora sai cosa si prova”, dicono. Ma non lo sai, caro Costantino Eretta di Sarzana. Tu non sai proprio nulla. Perché hai notato soltanto che Bibbiano questa volta non ha funzionato. E perché la gente che ti prende in giro si sbaglia. La tua vicenda non è il contrappasso perfetto che molti hanno descritto. La verità è che non hai subito lo stesso trattamento dei profughi che attraversano il Mediterraneo per mettersi in salvo. Sei rimasto per 15 ore in una squallida stanza. Poi sei tornato alla tua vita, alle tue abitudini, alle tue battaglie per difendere il quartiere da terribili minacce come l’inaugurazione di una kebabberia. Non hai affrontato giorni di viaggio in mare, esposto al sole, al vento, alle onde, alle intemperie, al rischio di un naufragio. Nessuno ti ha consegnato alla guardia costiera libica. Non sei stato deportato nei dintorni di Tripoli, in un centro di detenzione che in realtà è un campo di concentramento in cui le persone vengono torturate e uccise.
Eppure sei sotto shock. Hai parlato di odissea. Per un attimo hai pensato: “Nessuno merita un simile trattamento”. Ma poi ti sei subito corretto. L’imprinting leghista riporta sempre su binari sovranisti i tuoi cigolanti processi mentali. E allora hai detto: “Nessun italiano deve subire una cosa così orribile”.
Da questa storia non hai imparato niente, come sempre.

Fine

– L’Ideota

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Maledetto Muro, hai vinto tu

Il video-editoriale di Francesco Cancellato

Hai vinto tu, Maledetto Muro
Hai cominciato a vincere il 9 novembre del 1989, trent’anni fa, quando eravamo tutti berlinesi, tutti col piccone in mano a distruggerti, tutti a dire che non ci sarebbe mai più stato un muro a dividere gli uomini, che la storia era finita.

guarda il video

 

 

 

 

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