Condividiamo il bellissimo video di Gianna Nannini esprimendo a lei massima solidarietà per gli attacchi ricevuti dai vari sindacati di polizia, evidentemente troppo impegnati a difendere l’indifendibile e commettere abusi per rendersi conto del problema all’interno delle forze dell’ordine.

Grazie a Gianna e tutto il suo staff!

Acad-Onlus

A proposito di razze. 

Genova, centro storico, sono in coda dal nostro verduriere di Fossatello. Davanti a me una giovane donna chiede dei mandarini, una manciata, non di più. Guarda con apprensione la bilancia. Il verduriere è molto giovane e simpatico, ogni volta scambiamo due parole: ha la pelle un po’ ambrata, i capelli sparati in testa pieni di gel, dei grandi occhialoni. Parla un italiano praticamente perfetto, ma si capisce che non è la sua lingua madre.

Pesa i mandarini.- Un euro e trenta – le dice.

La ragazza sospira, dice no. – Toglimene un po’, non ci arrivo con i soldi, – gli dice.

Lui la guarda, prende un mandarino, due.- Ci arrivi a un euro?

Lei guarda nel portafogli, scuote la testa.- Ho novanta centesimi, – gli dice.

Lui toglie un altro mandarino, ora ne ha tre in una mano. La bilancia dice novantasei centesimi.- Novanta centesimi, allora, – dice lui.

Mentre lei conta i centesimi, il verduriere senza dire una parola rimette i tre mandarini nel sacchetto e glielo consegna, prendendo i soldi.

La ragazza prende la busta e scappa via senza salutare, non si guarda intorno. Fa male al cuore vederla e non riuscire a dire niente.

Quando tocca a me sorrido al verduriere.- E’ stato molto bello quello che hai fatto, – gli dico.

Lui sorride, si schermisce. – Ma no, è che io non posso regalare la frutta, non è roba mia. Ma se posso aiuto, perché so cosa vuol dire.

Pesa la mia verdura e intanto il suo sguardo corre lontano. Poi si decide. – Non so se hai notato, – mi dice. – Ma io non sono italiano. Vengo dall’Afghanistan. Ci ho messo cinque anni ad arrivare qui in Italia.- Cinque anni? – faccio io. – Ma scusa, a quanti anni te ne sei andato?- Avevo dodici anni, – sorride lui. – Ho attraversato l’Iran, la Turchia, la Macedonia, la Bosnia… insomma, alla fine ci sono arrivato. E di cose ne ho viste parecchie. – Mi guarda, annuisce. – Ora ho diciannove anni, e sono qui.

Mentre me ne vado con la mia verdura, un po’ mi vergogno dei miei simili che blaterano di razze, confini e paure pilotate. Un po’, anche, provo amore per questa specie umana capace di attraversare il mondo e di smuovere la storia.

(Paola Ronco)

“Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli”.

Nelson Mandela

MamAfrica – Alina

Gli ospedali di Manaus, capitale della Amazzonia brasiliana, hanno esaurito l’ossigeno nella seconda ondata di contagi causata della pandemia ed hanno chiesto aiuto al governo chavista del Venezuela.

Il governo di ultradestra di Bolsonaro e quello della regione Amazonas, che hanno minimizzato l’emergenza, ora corrono contro il tempo per trasferire i pazienti in aereo in altri Stati e per procurarsi l’importante gas salvavita.

“È difficile dover scegliere quali pazienti far vivere somministrandogli ossigeno supplementare: sono quelli con le migliori possibilità (di sopravvivenza)” racconta un medico brasiliano dell’ospedale universitario Getúlio Vargas di Manaus.

Solamente nei primi 14 giorni di gennaio sono morte per Covid-19 più persone che tra aprile e dicembre 2019.

Il medico afferma che a tutti i pazienti è stata somministrata una dose minore di ossigeno, poiché le scorte di giovedì erano sufficienti solo per otto ore.

Il ministro della Sanità, Eduardo Pazuello, ha affrontato la situazione a Manaus giovedì sera in una diretta Facebook insieme al presidente Bolsonaro: “La sanità a Manaus ha collassato, mancano medici e la lista d’attesa per un letto in ospedale cresce molto, oggi abbiamo 480 persone in fila aspettando un ricovero”.

Secondo il principale fornitore di ossigeno del governo regionale, lo stabilimento di White Martins, la necessità è il triplo della capacità di produzione pertanto l’azienda ha chiesto aiuto al Venezuela.

Alla richiesta di aiuto il Venezuela ha risposto prontamente ed attraverso il suo ministro degli Esteri Jorge Arreaza, ha annunciato che il governo Maduro fornirà al Brasile l’ossigeno necessario per affrontare le emergenze sanitarie a seguito della pandemia di COVID-19.

Attraverso Twitter il ministro venezuelano ha scritto che: “Su istruzioni del presidente Nicolás Maduro, abbiamo parlato con il governatore Wilson Lima dello Stato Amazonas, in Brasile, per mettere immediatamente a sua disposizione l’ossigeno necessario per affrontare l’emergenza sanitaria a Manaus. Solidarietà Latinoamericana prima di tutto!”

Ricevuto questo gesto di solidarietà con il popolo brasiliano, il governatore Lima ha ringraziato il governo bolivariano per aver contribuito alla lotta contro il COVID-19. “Il popolo dello Stato Amazonia ringrazia!”, ha scritto sul suo account Twitter.

Intanto ieri i partiti Rede, Partito Socialista, Partito del Lavoratori, Partito Comunista e Partito Democratico dei Lavoratori hanno annunciato in una nota che presenteranno una nuova richiesta di impeachment contro Jair Bolsonaro, questa volta a causa del crollo del sistema sanitario di Manaus.

“Considerando i crimini e le responsabilità, che hanno provocato il dolore asfissiante di migliaia di famiglie brasiliane dello stato Amazonas, i nostri partiti – Rede, PSB, PT, PCdoB e PDT – hanno deciso di presentare una nuova richiesta di impeachment contro il presidente Jair Bolsonaro.

Il Presidente della Repubblica deve essere considerato politicamente e penalmente responsabile per aver lasciato lo stato Amazonas senza ossigeno, per aver sabotato la ricerca e le campagne di vaccinazione, per aver scoraggiato l’uso di mascherine e per aver incoraggiato l’uso di farmaci inefficaci, per diffondere disinformazione e per violare il patto costituzionale tra lo Stato, le Regioni ed i Comuni”, recita il testo.

I partiti menzionati chiedono inoltre un immediato ritorno al funzionamento del Congresso Nazionale, che è in pausa. “Il Brasile sta morendo soffocato da questo presidente. Basta! È tempo che il Congresso Nazionale, che rappresenta la nazione, reagisca. Chiediamo inoltre che il Congresso ricominci immediatamente a lavorare, per approvare misure che possano collaborare in modo decisivo per porre rimedio ai gravi problemi che vittimizzano la popolazione dell’Amazzonia e di tutto il Brasile”.

https://elpais.com/sociedad/2021-01-15/los-hospitales-de-manaos-se-quedan-sin-oxigeno-en-un-segundo-colapso-hospitalario-de-la-pandemia.html

https://www.vtv.gob.ve/venezuela-oxigeno-necesario-contingencia-sanitaria-brasil/

Rete Solidarietà Rivoluzione Boliviana (fb)