in effetti…
Attilio Ela Durante

Taffo Funeral Services

Bruciano le colline di Burin, villaggio vicino Nablus nella Palestina occupata e ad appiccare le fiamme sono stati i coloni israeliani cercando cosi di mandar via i palestinesi dalle loro case e impossessarsene.
Il volto di Israele🇱 che il mondo non...

Bruciano le colline di Burin, villaggio vicino Nablus nella Palestina occupata e ad appiccare le fiamme sono stati i coloni israeliani cercando cosi di mandar via i palestinesi dalle loro case e impossessarsene.
Il volto di Israele🇱 che il mondo non espone.

Ranfagni Roberto

Mona al-Kurd, una donna palestinese che abita nel quartiere storico di Sheikh Jarrah nei pressi di Gerusalemme, parla con il colono israeliano che gli ha rubato la casa. Il colono ammette di averle sottratto l’abitazione e si giustifica così
Saleh...

Mona al-Kurd, una donna palestinese che abita nel quartiere storico di Sheikh Jarrah nei pressi di Gerusalemme, parla con il colono israeliano che gli ha rubato la casa. Il colono ammette di averle sottratto l’abitazione e si giustifica così

Saleh Zaghloul

“Quello che indaga sulla Lega l’abbiamo messo noi”: il silenzio di Draghi e del Governo sul caso Durigon
L'inchiesta del team Backstair di Fanpage.it ha svelato il sistema di potere di Claudio Durigon. Il sottosegretario all'economia del Governo...

“Quello che indaga sulla Lega l’abbiamo messo noi”: il silenzio di Draghi e del Governo sul caso Durigon

L’inchiesta del team Backstair di Fanpage.it ha svelato il sistema di potere di Claudio Durigon. Il sottosegretario all’economia del Governo Draghi promette posti nelle aziende partecipate e afferma di poter condizionare l’inchiesta sulla Lega perché il titolare dell’indagine è stato “messo da lui”. Non solo, la sua ascesa è legata a un sistema di tessere gonfiate, di incarichi pubblici ottenuti grazie a questo escamotage, di rapporti quantomeno “pericolosi” con esponenti della criminalità di Latina e vicini la ‘ndrangheta.

Fatti gravissimi che in qualsiasi altro paese d’Europa avrebbero scatenato un putiferio e che, in Italia, il governo sta cercando di tenere quanto più “nascosti” possibile. Claudio Durigon non è un onorevole di secondo piano. È il “papà” di Quota 100, fa parte del cerchio magico di Matteo Salvini (è con lui al Papeete, alle feste di compleanno, in vacanza a Sabaudia), è il numero due del Ministero delle Finanze, il cui Ministro è una diretta emanazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

In un paese in cui la politica si occupa dell’aspetto etico dei suoi membri Claudio Durigon si sarebbe già dimesso. Ma siamo in Italia e abbiamo delegato alla magistratura anche le scelte etiche sulla politica. È arrivato il momento di dire basta. Il perimetro delle responsabilità sociali è un perimetro molto più ampio di quello sulle responsabilità penali. Fa parte del patto tra cittadino e suo rappresentate e non ha, necessariamente, un corrispettivo penale. Se un politico mente, se un politico afferma di dare indietro i soldi al proprio partito (e magari su quella promessa viene eletto) e poi non lo fa, non siamo nell’ambito penale ma etico.
Non è importante se la magistratura aprirà o meno un’inchiesta, perché la nonchalance con la quale Durigon dice di disporre di un generale della Guardia di Finanza, la semplicità con la quale offre nomine a una persona a lui vicina rappresenta un problema etico prima che giuridico.

L’assordante silenzio del governo e del Presidente Draghi fa più rumore dell’inchiesta stessa. Se il nostro perimetro etico deve essere quello delle democrazie europee ebbene in Europa un sottosegretario che afferma di poter condizionare le indagini si sarebbe già dimesso.

E invece siamo qui nell’attesa che un membro della maggioranza dica qualcosa, spieghi, chiarisca. Niente. Solo il silenzio. Il silenzio della tv di stato, per la quale quest’inchiesta non esiste. Il silenzio di Matteo Salvini, sempre pronto a commentare qualsiasi cosa venga dibattuta sui social.

Il silenzio di un governo di larghissime intese che avrebbe dovuto fare della ricostruzione del patto stato-cittadino il suo faro e che invece si trova a nascondersi dietro i portoni dei palazzi.

L’Italia è un paese che uscirà davvero dalla crisi coronavirus solo quando avrà ricostruito questo patto, solo quando avrà una classe politica che si autoregolamenta davvero e non deve aspettare sempre un’inchiesta della magistratura per delimitare il proprio perimetro etico. Quando davanti a fatti di tale gravità quelli che si definiscono leader abbiano il coraggio di metterci la faccia e di dire “così non va”. La credibilità della classe politica passa anche per questi gesti. L’antipolitica si combatte così, con l’etica, non con il silenzio.

di Francesco Piccinini

Questa me l’ero persa…
Diventerà ricchissima, la portavoce del Presidente Musumeci. Con una legge ieri l'aula ha deliberato l'aumento dello stipendio da 60 mila a 160 mila euro. Più 100.000 € in un solo colpo. Hanno votato a favore di questa...

Questa me l’ero persa…
Diventerà ricchissima, la portavoce del Presidente Musumeci. Con una legge ieri l’aula ha deliberato l’aumento dello stipendio da 60 mila a 160 mila euro. Più 100.000 € in un solo colpo. Hanno votato a favore di questa vergognosa norma FRATELLI D’ITALIA, LEGA, FORZA ITALIA, DIVENTERÀ BELLISSIMA, UDC E ITALIA VIVA.
Dei nostri rappresentanti locali hanno votato SI:
GIORGIO ASSENZA (db) , ORAZIO RAGUSA ( lega) Hanno votato NO: STEFANIA CAMPO (M5S) , NELLO DI PASQUALE (PD).

Enrico Colajanni

I post dei politici “rammaricati” sono vergognosi. Gli operai non muoiono per caso
di
Saverio Tommasi
È morta una ragazza di 22 anni sul lavoro a Montemurlo, cioè a due schioppi di fucile da casa mia, e si chiamava Luana D’Orazio, un'operaia morta...

I post dei politici “rammaricati” sono vergognosi. Gli operai non muoiono per caso

di
Saverio Tommasi

È morta una ragazza di 22 anni sul lavoro a Montemurlo, cioè a due schioppi di fucile da casa mia, e si chiamava Luana D’Orazio, un’operaia morta intrappolata in un orditoio. Io non sapevo neanche cosa fosse un orditoio, prima d’oggi. Poi ho letto sia un macchinario che permette di preparare l’ordito, in modo che possa essere montato su un telaio da tessitura. Cosa vuol dire ancora non lo so, ora però che me lo immagino, immagino lei trascinata dentro.

Quattro giorni fa è morto anche Mattia, 23 anni a Montebelluna, è morto sotto un’impalcatura, dicono “un carico sospeso”, che a dire così sembra meno grave e anche responsabilità sua.

Il 2 febbraio a Prato invece è morto Sabri, schiacciato da una macchina per la cardatura. La cardatura è un’operazione che precede il processo di filatura della lana.

La cardatura è un po’ come l’ordito, sono vocaboli di 50 anni fa, e anche le morti sono come quelle di 50 anni fa, anche se oggi siamo nel 2021.

Ieri è morta Luana D’Orazio, l’ho conosciuta leggendo le agenzie che rimbalzavano la notizia della morte, che è poi solo un altro aspetto terribile della dipartita: gente che sa della tua esistenza dopo che non ci sei più. E qualcuno si accorge di quanto ti voleva bene un po’ troppo tardi.

Quelle sul lavoro le chiamano morti bianche, ma invece sono morti rosso sangue, soprattutto se vieni stritolato o schiacciato, che in realtà il sangue non è neanche rosso, quando si rapprende a terra diventa viola scuro e quasi nero. È di questo colore il sangue di una persona morta sul lavoro, intrappolata in un orditoio o sotto un carico sospeso che poi si è staccato, o schiacciata da una macchina per la cardatura.

Certi verbi come schiacciato, intrappolato, stritolato, si portano la morte dentro. E allora bisogna dirli altrimenti sembra che siano morti per caso o di sonno.
Invece sono morti sul lavoro e non per caso.

Per questo io ho brutte opinioni dei politici eletti che prendono stipendi per fare le leggi e stabilire i controlli, e poi invece campano facendo post di cordoglio su Facebook.
“Quanto mi dispiace”, scrivono.

“Bisogna ristabilire le priorità”.

“Non si può morire di lavoro a 22 anni”, ecco per cominciare io direi neanche a 70. E sotto il post la collezione di “riposa in pace”. Come se le leggi non dovessero farle proprio loro, come se la colpa fosse del fato, o fosse degli altri e mai la loro; non dico per la morte di Luana, di Mattia o di Sabri, intendo per la morte di tutti. Come funzionano il distretto tessile di Pistoia o quello di Prato, da queste parti lo sanno i bambini appena nascono, che tutti in famiglia conoscono qualche sfruttato, o hanno avuto un’azienda chiusa da una concorrenza sleale, o vedono una luce accesa in una fabbrica che di notte dovrebbe stare chiusa, o hanno partecipato prima a un funerale che a una comunione. Lo sanno anche i politici, ma poi alle cene invitano i padroni, perché gli operai non possono permettersi di finanziare le campagne elettorali.

E allora non scandalizzatevi se muore Luana D’Orazio di 22 anni e lascia un bambino di 5.

“Scandalo” è una parola preziosa, lasciatela a noi, che per voi è solo amministrazione dell’esistente, forse giusto con una punta di dispiacere quando tornate a casa e lo specchio vi riflette dentro, senza fare sconti.

Scandalo lasciatelo dire a noi, che a voi in fondo va benissimo così.

“Vorrei dire a tutti quelli che con imbarazzante superficialità rispondono al messaggio di stima e sostegno che ho scritto a Fedez con parole tipo zoccola, lesbica, vecchia, mostrano tutta la loro infelicità e mi dispiace per loro.
A quelli che...

“Vorrei dire a tutti quelli che con imbarazzante superficialità rispondono al messaggio di stima e sostegno che ho scritto a Fedez con parole tipo zoccola, lesbica, vecchia, mostrano tutta la loro infelicità e mi dispiace per loro.
A quelli che dicono che le parole offensive contro i neri e i gay non moriranno mai e che non c’è niente di male a dirle, che non esiste un’altra famiglia se non quella composta da padre e madre, che il ddl Zan mette in discussione la libertà di espressione e addirittura cos’è l’uomo e cos’è la donna invece suggerisco di leggere il disegno di legge (è breve) o ascoltare le parole di chi lo ha scritto.
Si può non essere d’accordo e il diritto di opinione è sacrosanto ma è necessario, per la salute nostra e del nostro Paese, che i diritti a tutela delle persone siano uguali per tutti. Per questo devono essere applicati.
Infine, a chi dice che sabato 8 maggio la manifestazione a sostegno del ddl Zan organizzata dai Sentinelli non si deve fare per problemi di assembramento, sappiate che verranno applicate e rispettate tutte le misure necessarie (distanziamento mascherine controlli etc) come nelle altre manifestazioni (pacifiche, ben organizzate e controllate).
Un sorriso a tutti voi.”

Paola Turci

(Valerio Capraro)

Didascalia originale, del 29 maggio 1920:
“Le gambe nude e gli scarsi costumi da bagno interi erano molto evidenti oggi all'apertura della spiaggia balneare municipale di Washington. I funzionari hanno accettato di ignorare come precedentemente gli...

Didascalia originale, del 29 maggio 1920:
“Le gambe nude e gli scarsi costumi da bagno interi erano molto evidenti oggi all’apertura della spiaggia balneare municipale di Washington. I funzionari hanno accettato di ignorare come precedentemente gli ordini proibitivi emessi a Coney Island e Atlantic City . ”

Libreria del Congresso

Didascalia originale del 17 agosto 1920:
Dopo aver trovato l'attività di muratura troppo piena di alti e bassi, questa straordinaria ragazza ha deciso di provare le travi di ferro tanto per cambiare.
È la signorina" Collie “Collier, una giornalista...

Didascalia originale del 17 agosto 1920:
Dopo aver trovato l’attività di muratura troppo piena di alti e bassi, questa straordinaria ragazza ha deciso di provare le travi di ferro tanto per cambiare.
È la signorina” Collie “Collier, una giornalista del Chicago Herald-Examiner. ”

Bettmann / Getty

da RAI 1 AVANTI TUTTA A FAVORE DELL'ODIO…
Annalisa Chirico ieri sera a PORTA A PORTA ha detto, parlando della legge Zan, che LEI VUOLE ESSERE LIBERA DI ODIARE. Essendo lei di DESTRA (scrive sul giornale IL FOGLIO) ha espresso, dunque, una chiara...

da RAI 1 AVANTI TUTTA A FAVORE DELL’ODIO…

Annalisa Chirico ieri sera a PORTA A PORTA ha detto, parlando della legge Zan, che LEI VUOLE ESSERE LIBERA DI ODIARE. Essendo lei di DESTRA (scrive sul giornale IL FOGLIO) ha espresso, dunque, una chiara opinione della Destra italiana: vogliono semplicemente essere liberi di odiare i gay e tutti quelli che non piacciono alla Destra .

NO COMMENTI VOLGARI NOOOOOOOOOO

Carmela Blandini

“Zaia mi ha denunciato, ma non so perché”
«Luca Zaia chiede ai suoi avvocati (mesi fa ma la notifica mi giunge solo ora) di chiedere al giudice di indagare su di me nel caso qualcosa che probabilmente ho detto e che però non so cos'è (nell'atto non...

“Zaia mi ha denunciato, ma non so perché”

«Luca Zaia chiede ai suoi avvocati (mesi fa ma la notifica mi giunge solo ora) di chiedere al giudice di indagare su di me nel caso qualcosa che probabilmente ho detto e che però non so cos’è (nell’atto non lo dicono) abbia recato offesa a lui».

«Adesso io, che a differenza di Zaia non lavoro da un anno – prosegue Balasso – devo mettermi a telefonare e a scrivere, insomma a perdere tempo, non per difendermi da qualcosa, ma solo per capire da cosa dovrei difendermi. Prima o poi lo verrò a sapere. Nel caso voleste dei soldi ve lo dico subito, sarò costretto ad accettare la galera, perciò niente soldi»

«Voi potete continuare col vostro soliloquio giornalistico, continuare a pensare di intimidire la gente con le vostre querele, fare come quel vostro sodale che pretende libertà di espressione e di azione per sé, ma quand’era ministro mandava la Digos a prendere i nominativi di quelli che esponevano striscioni contro di lui. Ma se pensate che per questo motivo in futuro ci penserò anche solo mezzo secondo prima di dire che Zaia mi sta sul cazzo, vi sbagliate di grosso».

Natalino Balasso

Altan
Travaglio: “Il direttore di Rai3 Franco Di Mare si scusi con il cantante per le sue responsabilità”
“Franco Di Mare chiede le scuse di Fedez? Chi deve scusarsi è lui in quanto responsabile di Rai3″. Così Marco Travaglio, nel suo intervento...

Travaglio: “Il direttore di Rai3 Franco Di Mare si scusi con il cantante per le sue responsabilità”

“Franco Di Mare chiede le scuse di Fedez? Chi deve scusarsi è lui in quanto responsabile di Rai3″. Così Marco Travaglio, nel suo intervento settimanale ad ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi in onda tutti i mercoledì alle 21.25 su Nove a proposito della polemica fra il rapper milanese e il direttore di Rai3 che, in Commissione di Vigilanza ha fornito la sua versione della ormai celebre telefonata avvenuta prima del Concerto del 1° maggio. “Di Mare è responsabile di una rete che ha come vicedirettore (Ilaria Capitani, ndr) quel personaggio che abbiamo sentito nella telefonata, la quale si sente una persona in evidente stato, non saprei come dire, di soggezione rispetto a “un sistema”, come lo chiama, che è la politica, che è il controllo del governo sulla Rai televisione pubblica e che ovviamente intimidisce le persone che vogliono farsi intimidire, tipo questa vicedirettrice che ho scoperto essere l’ex portavoce di Veltroni – ha detto il direttore de Il Fatto Quotidiano – Quindi stiamo parlando non di una leghista, ma di una piddina. Del resto se al governo ci sono tutti ovvio che un dirigente della Rai deve inchinarsi a tutti, se ha, diciamo, anche una predisposizione posturale all’inchino”.


di F. Q.

Caso Fedez: il complotto di Travaglio e Gomez all’Autogrill
Cari lettori, ci hanno scoperto. Siamo costretti a confessare perché ieri Repubblica ha pubblicato un’anticipazione della tesi difensiva del direttore di Rai3 Franco Di Mare, il quale...

Caso Fedez: il complotto di Travaglio e Gomez all’Autogrill

Cari lettori, ci hanno scoperto. Siamo costretti a confessare perché ieri Repubblica ha pubblicato un’anticipazione della tesi difensiva del direttore di Rai3 Franco Di Mare, il quale sostiene che “la famosa telefonata registrata da Fedez era una trappola orchestrata con l’ausilio di Marco Travaglio e Peter Gomez”. Ebbene, tutto vero. L’idea di un complotto contro Di Mare è nata nel parcheggio dell’Autogrill Tortona Nord, dove il nostro direttore ha incontrato Gomez in gran segreto proprio mentre Fedez li raggiungeva carico di prelibati dolcetti romagnoli. Fedez lamentava una ormai insopportabile monotonia dei palinsesti di Rai3, di cui l’artista è fedele spettatore. A quel punto Travaglio si è illuminato: “Perché non scrivere un monologo sul ddl Zan, sperare che vogliano censurarlo, farsi dire che è un testo inopportuno, registrare tutto, metterlo sui social e poi sputtanare la Lega sul palco?” “Potrebbe funzionare – si è inserito Gomez –, ma Di Mare è un osso duro, ci becca di sicuro”. E infatti oggi, guarda caso, scopriamo che un presunto passante ha filmato l’incontro all’Autogrill e poi lo ha inviato a Di Mare. Ma noi non molliamo: appuntamento a Medesano Est per una rustichella e per decidere le prossime mosse.

di L. Giar.

DOPO CHE I SACERDOTI BENEDICONO LO STERCO,I FEDELI SONO PRONTI A LANCIARSELO ALLEGRAMENTE,ADDOSSO!😅
Alla scoperta del Gorehabba, una bizzarra festività indiana
Ebbene sì, in India esiste una ricorrenza assai strana, che prevede una pratica del tutto...

DOPO CHE I SACERDOTI BENEDICONO LO STERCO,I FEDELI SONO PRONTI A LANCIARSELO ALLEGRAMENTE,ADDOSSO!😅

Alla scoperta del Gorehabba, una bizzarra festività indiana
Ebbene sì, in India esiste una ricorrenza assai strana, che prevede una pratica del tutto inusuale: il lancio del letame di vacca, detto anche Gorehabba. Questa tradizione nasce nel piccolo villaggio di Gummatapura, al confine con gli Stati di Karnataka e Tamil Nadu, ed è praticata alla fine della festività di Diwali. La Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci”: durante la festa si usa infatti accendere delle luci.

Alla base della celebrazione del Gorehabba vi è un significato ben preciso. Infatti, in India lo sterco di vacca è considerato sacro, dato che una della loro divinità, Beereshwara Swamy, avrebbe origine proprio dal letame. Non solo, ma questo viene utilizzato per molteplici scopi, come per la creazione di prodotti di bellezza, di artigianato e altro ancora.

Elia D’Alessio

Ma guarda un po’: il servizio delle Iene sui voli di Stato di Maria Elisabetta Alberti Casellati, andato in onda due sere fa, è sparito nel nulla.
Non compare più da nessuna parte, né sul sito né sulla pagina Fb del programma e nemmeno sui canali...

Ma guarda un po’: il servizio delle Iene sui voli di Stato di Maria Elisabetta Alberti Casellati, andato in onda due sere fa, è sparito nel nulla.

Non compare più da nessuna parte, né sul sito né sulla pagina Fb del programma e nemmeno sui canali Mediaset.

Scomparso, evaporato, volatilizzato. Non sarà mica censura o, meglio ancora, autocensura? Ma figurati!

È solo una coincidenza, dai.

Andrea Scanzi

Pietro Celestino Marengo
VujadIn Boskov
Breve storia drammatica.
Giorgia Meloni si presenta in conferenza stampa per parlare di tutto, e quindi, come spesso le capita, di niente.
Poi si passa al Ddl Zan.
Prima domanda:
“Cosa ne pensa del testo alternativo alla legge Zan di Lega e Forza...

Breve storia drammatica.

Giorgia Meloni si presenta in conferenza stampa per parlare di tutto, e quindi, come spesso le capita, di niente.

Poi si passa al Ddl Zan.

Prima domanda:
“Cosa ne pensa del testo alternativo alla legge Zan di Lega e Forza Italia”?

Risposta:
“Non l’ho letto, ma mi sembra intelligente.”(Ah!)

Seconda domanda:
“Ma lei sa cosa vuol dire gender?”

Lei:
“Ah, guardi, io non l’ho mai capito bene.”

In pratica, in due sole risposte, ha confessato di apprezzare proposte che non ha mai letto e di contestare cose che non ha mai capito.

In dieci righe, la destra sovranista messa a nudo. E francamente non è un bel vedere.

Lorenzo Tosa

Propio
Roba da matti: la Guardia costiera libica ha aperto il fuoco contro due pescherecci italiani. Un marinaio italiano è ferito e una nostra nave sta andando a soccorrerlo.
Questi li supportiamo pure da anni (sin da Berlusconi) e ci sparano addosso....

Roba da matti: la Guardia costiera libica ha aperto il fuoco contro due pescherecci italiani. Un marinaio italiano è ferito e una nostra nave sta andando a soccorrerlo.

Questi li supportiamo pure da anni (sin da Berlusconi) e ci sparano addosso. Chiarire immediatamente e mantenere linea dura, perché questa roba non può esistere. Sennò diventiamo lo zimbello d’Europa.

Leonardo Cecchi