buon pomeriggio

Colpito, affondato e poi disintegrato con le bombe di profondità.

L’aggressione ai lavoratori #Fedex pare sia opera di SKP, una agenzia di investigazioni e sicurezza in cui operano ex FO ed ex ministero degll’interno

A Lampedusa si ribalta l’ennesimo gommone. Ci sono donne e minori anche.

Passa di lì un peschereccio siciliano. Anziché far finta di niente, i pescatori si gettano tutti in mare per salvare chi sta affogando, mentre aspettavano i soccorsi. 24 persone che sarebbero morte, sono salve perché gente che il dramma degli sbarchi lo vive ogni giorno sul campo, non ha ceduto neanche per un istante ai rumori di pancia che vengono da un pezzo del Paese, che preferirebbe far annegare persone piuttosto che salvarle.

La legge del mare, che è legge umana, si dimostra ancora una volta molto più forte di quella di pancia di chi, da dietro uno schermo, invoca il diluvio universale su dei disperati.

A questi uomini, grazie per l’esempio dato.

Leonardo Cecchi

un sentimento vale quanto sei disposto a rischiare per lui

Napoli, 13.06.21

Sospeso da Facebook per una battuta: così la policy social diventa censura A chi non è capitato di scherzare con gli amici? Fin dalla più tenera età, fin dalle elementari o dalle medie, io e i miei amici ce ne siamo dette e fatte di tutti i colori. Non ricordo neanche più quanti furono gli scherzi sul mio naso o quelli sulla pancia di Giorgio oppure quelli sui capelli crespi di Daniela. Oggi però siamo nel 2021 e ci pensa Facebook a rimettere le cose al giusto posto! Nella ridicola scia del politically correct applicato a qualsiasi branca dello scibile umano, dalla geografia alla storia, anche un’innocente presa per il culo (sì, per il culo, senza nessuna lettera cancellata) diventa il pretesto per alzare il ditino, non il pollice stavolta, ma proprio l’indice della maestrina online che ti dice cosa si può fare e cosa non si può fare. Nella fattispecie, un mio caro amico un giorno fa ha pubblicato una propria foto dove appariva con delle enormi orecchie disegnate sul muro retrostante. La mia battuta immediata, quella che gli avrei fatto anche di persona, subito, in quella situazione, è stata scrivergli ‘ricchione’. Così, semplicemente. La potete considerare volgare, maleducata, quello che volete, ma sono sicuro che lui invece ci ha riso online come avrebbe fatto di persona. E’ ovvio che è uno scherzo tra due amici intimi che nulla ha a che vedere con l’odio di genere o altre similari stronzate (sì, stronzate). Ebbene, Facebook, senza interpellare né ‘l’offeso’ né ‘l’offensore’ ha deciso unilateralmente di sospendere il mio account per un mese. Un mese senza Facebook si può tranquillamente vivere. Quello in cui non si può vivere è un mondo in cui lo scudo del politically correct non sia più adoperato per difendere da abusi reali ma diventi il pretesto per crearne quando questi vengono solo supposti da una autorità che in nessun modo si rapporta con la realtà dei fatti e delle situazioni specifiche ma vede solo la regola assoluta e la applica come un robot idiota a tutte le frasi che comprendono parole come cacca, culo, frocio, cazzo, etc. Quindi scrivere ‘una cosa fatta a cazzo di cane’ vi può fare interdire per qualche giorno per volgarità gratuita, mentre ‘fare il frocio col culo degli altri’ rischia di farvi cancellare dai social network di tutta la galassia per incitamento all’odio di genere! A proposito di genere, la stessa Facebook potrebbe finalmente spiegare perché i capezzoli umani femminili vengono banditi dal network mentre quelli maschili no? Non è sessismo questo? Si scrive politically correct, si legge ottusità. Oppure Facebook, se preferite. Ivo Mej Giornalista e autore tv

Se volete capire cos’è stato e cos’è il fascismo guardate le immagini dell’aggressione subita dai lavoratori del SiCobas la scorsa notte vicino Lodi, durante la quale uno dei manifestanti ha letteralmente rischiato di morire. Squadracce private, davanti alla presenza indifferente di numerosi elementi delle forze dell’ordine, hanno assalito il presidio di lavoratori e lavoratrici che lottano per difendere solo la propria occupazione. Si tratta di persone licenziate dalla Fedex-TNT, dopo la chiusura dell’hub di Piacenza, realizzata per colpire quei lavoratori che nel corso del tempo grazie ad una continua battaglia sindacale avevano ottenuto importanti miglioramenti di condizioni di lavoro.

Giovedì notte, intorno all’una, presso la Zampieri di Tavazzano – l’azienda che ha sostituito nell’organizzazione logistica l’hub chiuso d’imperio – i lavoratori di Piacenza che insieme ai colleghi di tutta Italia (nel silenzio generale ci sono stati decine di scioperi, presidi, manifestazioni in tutte le sedi Fedex) lottano per il reintegro, sono stati oggetto di lancio di oggetti, colpiti con spranghe, hanno subito un vero e proprio tentativo di linciaggio.

Una scena che ricorda chiaramente quelle dei primissimi anni ‘20 in cui le squadracce fasciste, finanziate da agrari e industriali, attaccavano braccianti, mezzadri, operai che lottavano per ottenere diritti e salari. Squadracce che operavano con la compiacenza delle istituzioni, come avvenuto la scorsa notte quando, ribadiamo, di fronte ad una premeditata azione di linciaggio, non vi è stato alcun intervento degli agenti presenti.

Oggi è il turno dei lavoratori, domani e ieri il turno delle minoranze, delle donne, dei diversi e ovviamente di chiunque cerchi di cambiare questa società ingiusta.

Bisogna unire le forze, denunciare questo stato di cose, e soprattutto rilanciare una vasta stagione di lotta culturale e sociale che porti diritti e autodeterminazione nei luoghi di lavoro. Dal canto nostro, come già fatto di persona, esprimiamo la più totale solidarietà ai lavoratori di Piacenza e a tutti i lavoratori che lottano per difendere diritti elementari che oggi vengono negati.

Senza democrazia e partecipazione diretta dei lavoratori ai processi produttivi non ci sarà mai democrazia nella società.

Cannibali e Re

Il paradosso di Confindustria (e di parte del governo): “C’è la ripresa quindi si può licenziare”

Il paradosso di Confindustria (e di parte del governo): “C’è la ripresa quindi si può licenziare”

Ieri un’altra piccola perla: Repubblica spreme tutta la fantasia che ha per intossicare la narrazione e spara un titolo che è una visione del mondo, raccontandoci che “i posti di lavoro ci sono” ma “mancano i lavoratori” e che quelli che “si sentono” sfruttati rinunciano. La scelta delle parole è un capolavoro di manipolazione e, oltre alla solita manfrina degli sfruttatori che si lamentano…

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La risposta da dare a CasaPound

La risposta da dare a CasaPound

Ecco la risposta perfetta per quelli di CasaPound e per i loro striscioni con la scritta “Tornare potenza”: «Il nostro patriottismo non offende, non ferisce, non aggredisce nessuno perché il nostro patriottismo non è odio per gli altri popoli…» Ieri i «fascisti del terzo millennio» di CasaPound hanno fatto politica come la sanno fare loro, nel massimo del loro spessore e del loro impegno:…

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Il fascismo non esiste, milionesima puntata

Il fascismo non esiste, milionesima puntata

Dopo che è stata scoperchiata un’organizzazione neonazista con radici in tutta Italia, cosa diranno quelli che sostengono che “Bella ciao” è uno scandalo e che ripetono da sempre che non c’è nessun pericolo fascismo? Immagino che tutti quelli che ieri si sono levati gli occhi sulle prime pagine e in pubblica piazza per la disperazione di dover cantare “Bella ciao” oggi con la stessa energia…

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Per la propaganda social della signora M., vietato che il Ministro degli Interni si incontri con le Organizzazioni non governative che salvano vite in mare (quando nessun altro lo fa). Lamorgese è un bersaglio, una persona verso cui eccitare odio. Ecco il curriculum:

– Potenza, 1953, coniugata, due figli;

– laurea in Giurisprudenza ,110 e lode;

– a 26 anni vince il concorso del Ministero degli Interni e dieci anni dopo è viceprefetto ispettore;

– fra i suoi incarichi: prefettura di Varese;l’Amministrazione generale e per gli Affari del Personale; l’ufficio Studi per gli Affari legislativi; l’ufficio centrale per le Relazioni internazionali

– prefetto di Venezia e responsabile delle strutture di accoglienza nella Regione Veneto (molto stimata dalla Caritas);

– dal 2013 al 12 febbraio 2017, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno;

– dal 2017 prefetto di Milano, poi consigliere di Stato;

– ministro dell’Interno (terza donna in questo ruolo) nel Governo Conte II, confermata da Draghi;

– prima della nomina a ministro non aveva mai ricoperto cariche politiche né partecipato attivamente alla vita di alcun partito;

– durante il suo mandato a Milano, Lamorgese ha eseguito 127 sgomberi, soprattutto di immigrati irregolari e tossicodipendenti, da palazzi occupati abusivamente;

– come prefetto Lamorgese ha cancellato alcune ordinanze varate dai comuni a maggioranza leghista che prevedevano multe per i cittadini e gli enti intenzionati a ospitare richiedenti asilo;

– durante il suo periodo come prefetto a Milano i reati sono calati significativamente.

Questo curriculum parla da sé, una donna che lavora in silenzio al servizio dello Stato. Che differenza con chi ne posta le foto per metterla alla gogna social.

link fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Luciana_Lamorgese https://www.interno.gov.it/sites/default/files/curriculum_vitae_lamorgese.pdf

#smascheralabestia #meloni #giorgiameloni #governoitaliano #fdi #politicaitaliana

Smask Online

CUBA: DAL 21 GIUGNO L’ISOLA ABBANDONA IL DOLLARO

Dal 21 giugno prossimo entrerà in vigore a Cuba una importante misura economica: le banche non accetteranno più dollari statunitensi. Con questo provvedimento non sarà più possibile sull’isola depositare o cambiare in moneta locale, il Peso Cubano, il dollaro degli Stati Uniti.

https://www.occhisulmondo.info/2021/06/13/cuba-dal-21-giugno-lisola-abbandona-il-dollaro/

buona domenica

Razzismo

“La prof ha dato dello ‘scimmione’ a mio figlio in sua assenza, esortando la classe a isolarlo”

Il papà del ragazzo di origini nordafricane la denuncia: “Non è la prima volta”

“La prof ha dato dello ‘scimmione’ a mio figlio in sua assenza, esortando la classe a isolarlo” | L’HuffPost (huffingtonpost.it)

HAPPY PRIDE Month!

Fonte: midtownkevin22.027 note

Chi più, chi meno,

tutti abbiamo una collezione di assenze.

“Io vado, madre”

Io vado, madre.

Se non torno,

sarò fiore di questa montagna,

frammento di terra per un mondo

più grande di questo.

Io vado, madre.

Se non torno,

il corpo esploderà là dove si tortura

e lo spirito flagellerà,

come l’uragano,

tutte le porte.

Io vado… madre…

Se non torno,

la mia anima sarà parola…

per tutti i poeti.

Abdulla Goran, poeta curdo.

buon sabato a tutti

Ehhhhh già……
DETTO IN POCHE SEMPLICI PAROLE…..

Claudio Nebula

b0ringasfuck:

exterminate-ak:

soldan56:

b0ringasfuck:

vadaviaiciap:

b0ringasfuck:

marengolamarengola:

Anche l’ultima, timidissima, speranza sembra essere evaporata.

Saman Abbas è stata con ogni probabilità strangolata e uccisa in 13 minuti, tra le 00.09 e le 00.22 del primo maggio. 13 minuti: tanto è bastato alla sua famiglia per togliere la vita a una ragazza di 18 anni che chiedeva solo una cosa: di viverla quella vita, di amare chi voleva, rifiutando quello che la sua famiglia aveva deciso per lei, in un estremo atto di libertà e coraggio contro il sistema patriarcale che l’aveva imprigionata.

Quello che è successo a Saman (se, come pare, sarà confermato), la brutalità con cui è stata uccisa, l’agghiacciante freddezza con cui il suo corpo è stato eliminato come fosse un rifiuto umano, è una ferita che sanguina. È qualcosa che scuote nel profondo le nostre coscienze, e che ci riguarda tutti, nessuno escluso.

E ha una radice chiarissima, innegabile: l’integralismo religioso, in questo caso islamico, ma vale per ogni forma di integralismo. A cui tutti, destra e sinistra senza distinzioni, dobbiamo rispondere non con l’intolleranza, non con l’odio, non con la presunta superiorità culturale ma con tre parole che ancora non ho sentito pronunciare nell’ideologico dibattito sulla vicenda di Saman.

E queste parole sono, nell’ordine: giustizia, integrazione e laicità.

E invece. Invece c’è qualcosa di sconcio, intollerabile, rabbrividente nel modo peloso con cui l’intera destra italiana – politica e media uniti appassionatamente – usano il barbaro femminicidio di Saman Abbas per il loro quarto d’ora di becera propaganda anti-islamica.

Perché se è vero, e nessuno lo nega, che nella religione islamica esistono, come praticamente in tutte le religioni e i costrutti umani, dei tratti espliciti di misoginia e oscurantismo, di cui il caso di Saman non è che una manifestazione estrema, sarebbe sciocco chiamare in causa l’intera comunità musulmana per i crimini efferati di una singola famiglia, allo stesso modo con cui, per anni, si sono usati gli attentati di pochi fanatici terroristi per criminalizzare gli islamici nel loro complesso.

La verità è che ai Salvini, ai Meloni, ai Feltri, ai Giordano e a tutta la compagnia ragliante che oggi si straccia le vesti, di questa ragazza non frega assolutamente nulla, se non poterla utilizzare ipocritamente come carne da macello della loro feroce campagna propagandistica anti-islamica, anti-immigrati, razzista e xenofoba. A questo serve loro Saman. A questo serve la sua morte, nient’altro.

Ogni pensiero oggi va a Saman, ogni lacrima, ogni battaglia perché nessuna donna, di nessuna origine, religione, etnia debba o possa essere prigioniera, schiava, vittima del prepotere maschile o di retaggi culturali indegni di un Paese civile.

Non ci stancheremo mai di combattere per questo.

Ma da gente che ha fatto del sessismo, della misoginia, del tanfo retrogrado un tratto genetico e identitario, da chi nega l’esistenza stessa del femminicidio, da chi come, ancora ieri, l’onorevole Santanché sostiene che si parli solo degli “stupratori belli, ricchi e bianchi” e mai degli stranieri, ecco, da questa gente non prenderemo mai lezioni di diritti e di civiltà. Mai.

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Lorenzo Tosa.

La prova che non glie ne fotta nulla è evidentemente la soluzione sottintesa da questa gente: lasciarli a casa loro.

Insomma se la ragazza non avesse avuto l’opportunità di essere libera forse non sarebbe stata ammazzata sotto i nostri occhi.

La comunità pakistana ha reagito in maniera molto più utile ostracizzando gli autori del crimine e organizzandosi per offrire supporto a ragazze che vivono lo stesso problema.

Qua invece i cialtroni razisti giustificano i crimini d’odio. Eh poverini… erano esasperati o salcazzo… che è un po’ come “portava la minigonna, se l’è cercata”.

Islam religione di morte, è li da vedere.

Nessuna giustificazione è plausibile.

Se la colpa è di qualcuno è di gente come voi che pensa che la colpa sia sempre di chi ospita e non delle usanze tribali dei nuovi italiani. Ipocriti.
Siete come i fascisti, ne più ne meno.

È proprio l’incipit che conferma che del problema e dell’eventuale soluzione, a maggior ragione in questo caso specifico, non ve ne frega un cazzo.

Ci sarà una ragione perchè la Costituzione fa un esplicito riferimento alla discriminazione religiosa?

Il problema è anche della gente che ospita proprio perchè NON vuole risolvere il problema, anzi… Pillon…

Le usanze tribali erano forse della ragazza uccisa? Qual’è la vostra soluzione a queste morti che vi scandalizzano tanto?

L’importante è che non crepino sotto i vostri occhi?

E come fareste a indinniarvi senza queste morti… ma mica contro una società patriarcale (Pillon HAHAHAHAHAHA)… contro una religione.

Poi chi sono gli ipocriti?

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Questo è il livello su cui la destra porta il discorso sulla povera Saman, della quale a loro non frega un cazzo se non per strumentali e sconsiderati attacchi al femminismo.

#merde

1. “quelle zoccole di femministe di sinistra” non le vede perché non le vuole vedere, che da quando è uscita tutta la storia in diverse hanno detto la loro. Poi se lei se ne fotte e non si informa cosa vuole? che i collettivi femministi vadano sotto casa sua a farle la serenata? Boh…

2. Secondo i “cattolici cattivisti antifemministi di destra”, con loro le donne sarebbero tutelate?! Ma se hanno praticamente la stessa visione del mondo di un kamikaze dell’isis, solo con la croce sui banchi di scuola? 😑

Ma è davvero così difficile capire che il pericolo vero è l’estremismo religioso, che da sempre va a braccetto col patriarcato, e non intrinsecamente una religione particolare? E non mi riferisco ai politici o ai giornalisti, certo che loro lo sanno, ma ai polli che hanno un senso di sé così debole da sentirsi ancora galvanizzati da queste stronzate stantie.

Occhio. Sempre per la visione lungimirante che hanno avuto i padri costituzionali…

Dire che il problema è l’“estremismo religioso” è un po’ come dire che il problema sono i “capelli verde fluo”.

A livello sociale non ci si può mettere d’accordo in base ai gusti estetici o a cose che non hanno fondamento oggettivo scientifico perchè su queste non si ha nessuna base comune su cui accordarsi.

Ovvio che in una visione diciamo “olistica” della vita uno che crede agli angioletti con le ali, o alla transustanziazione, piuttosto che al numero di braccia della dea Kalì, no alle trasfusioni, Xenu etc.. diciamo in maniera “convinta” o è ignorante o è un po’ sbarellato, cosa che rimane fatto oggettivo anche quando queste sue convinzioni non escono dall’ambito privato (che sarebbe già qualcosa eh!).
Ma gli ignoranti gli si da un’opportunità di studiare e agli sbarellati li si cure, mica gli si appioppa una stigma.

Ma diciamo che anche qua bisognerebbe dare il buon esempio e limitarsi alla critica ai comportamenti socialmente tossici, gli unici sui quali per altro ha senso per dire legiferare, prima ancora che “classificare” le credenze religiose come “estremiste”.

Perchè a farci caso, viste le premesse, è un gioco che in mancanza di parametri oggettivi sanno giocare tutti molto bene visto che mancano le regole.

L’evoluzione del cinghiale…

Daniela Fedeli

buon pomeriggio

Queste sono le nozioni base di una sana e italica famiglia tradizionale: “Pesta il diverso!”

Come rendere l’uomo SCHIAVO in 5 passi:

Mantieni l’Uomo il più infelice possibile.

Mantieni l’Uomo il più debole possibile.

Mantieni l’Uomo il più possibile nell’ignoranza e nell’illusione.

Mantieni l’Uomo il più spaventato possibile.

Mantieni gli uomini lontani gli uni dagli altri il più possibile.

Osho

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goodbearblind:
“Posted @withregram • @dolceveganamadrid Adiós, maestro. In memoria di Andrea.
#camilleri #andreacamilleri #montalbano #drcamilleri #medicinaesteticatorino #commissariomontalbano #torino #libri #sicilia #books #letterature...

Posted @withregram • @dolceveganamadrid Adiós, maestro. In memoria di Andrea.
#camilleri #andreacamilleri #montalbano #drcamilleri #medicinaesteticatorino #commissariomontalbano #torino #libri #sicilia #books #letterature #sellerioeditore #libridaleggere #lettura #autoriitaliani #forzamaestro #librigialli #luned #ilbaciodellatarantola #bhfyp
https://www.instagram.com/p/CP-He0BFS6x/?utm_medium=tumblr

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Casual friday Elisa Saracino

petitesluxures:
“This one sounds exactly like « dans l’océan » which means « in the ocean ». But ocean was replaced by « eau », meaning water, and « séant », which is an old word used to talk about the bottom, the but. So the caption sounds like « in...

and in the end all i learned was how to be strong alone

strictlyfavorites:
“Jesse Owens arriving in London after winning four gold medals at the Summer Olympics in Berlin, 1936.
”

Jesse Owens arriving in London after winning four gold medals at the Summer Olympics in Berlin, 1936

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“Il povero mangia se c’è il ricco che lo fa mangiare. Lavora se c’è l’imprenditore che investe”. O ancora: “Se fai venire in vacanza il povero ti lascia povero. Se ospiti il ricco ti fa diventare ricco”.

Queste le ultime perle di Flavio Briatore. Fanno orrore. Perché dentro c’è tutto lo schifo di pensiero che non ha un singolo (lui), ma purtroppo un intero pezzo di questo Paese.

C’è lo schifo di chi è convinto che la ricchezza dia il potere di concedere o togliere il pane di bocca ai lavoratori, chiamati qui dispregiativamente “poveri”, parola che mal cela l’immagine di miserabili straccioni, questuanti alla fame costretti a umiliarsi pur di avere un pezzo di pane dai “ricchi” per darlo alla famiglia, ricordandosi di baciare sempre la mano del benefattore che “fa mangiare”.

C’è lo schifo dell’avidità e dell’opportunismo più abominevole, che si sostanzia nel laccheìsmo cinico di chi ai ricchi spalanca le porte con il sorriso perché “ti fanno diventare più ricco”, mentre i poveri, come li chiama lui, magari li lasciamo all’ostello e alla Caritas, perché chiamarli non serve a niente. Non ti fa arricchire.

Ma oltre a questo c’è anche qualcosa di peggio: c’è la subdola l’inversione dei poteri di forza. Che ci vorrebbe far credere che il ricco senza il povero può esistere, mentre il povero senza il ricco muore di fame. È subdolo quando manda questo messaggio. Perché vuole convincere tutti che la realtà sia quella. Conveniente per lui e quelli come lui.

Ma la realtà è invece un’altra. Che senza quei “poveri” a correre come matti su e giù per i suoi locali, sarebbe a lui a morire di fame. Lui e i tanti altri imprenditori non illuminati (che esistono e ci sono, ma non è questo il caso) che quel “povero” te lo sbattono in faccia per annichilirti e farti sentire uno schifo, così da poterti usare meglio. E passare loro per eroi, dato che si, dai, un pezzo di pane te lo allungano quando hai fame.

Questa Italia, esattamente questa, è culturalmente malata. E non ci sarà mai un vero sviluppo fino a quando la stragrande maggioranza del Paese, politica in primis, non proverà orrore per parole come queste.

Leonardo Cecchi

buon pomeriggio

from-italy-with-gifs:

Ragionamenti Tossici nella Borgata Romanina, Virgilio Foschini (1976)

creanavt:
“https://creanavt.tumblr.com/archive
”

creanavt:

https://creanavt.tumblr.com/archive

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Se è difficile vivere, è ancora più difficile spiegare la propria vita

La Pedemontana costata più del ponte sullo Stretto

La Pedemontana costata più del ponte sullo Stretto – infosannio

(CLAUDIO MARINCOLA – quotidianodelsud.it) – Una Superstrada di circa 94 km rischia di costare allo Stato 12 miliardi e 108 milioni di euro. Tre volte il costo del Ponte di Messina.

Giorgio Caproni

pmzeta:

Mi sedetti accanto
(tutto accanto)
A me.
    Nel gelo
del locale, non c’era
altr’anima.
        Era sera.
Era buio.
    Una làmina
affilatissima – quasi
acciarina – era la sola
superstite testimonianza
diurna.
    Da oltre la tendina
battente, si assottigliava
a vista d’occhio.
        La stanza
– tra breve – sarebbe rimasta nera.
Mi strinsi sempre più accanto
(sempre più accanto)
a me.
    Divertito
dal mio orgasmo, mi misi
– attento – ad ascoltare
– con un sorriso – il mio pianto.
    (L’eco d’una minuettante uccelliera?…
    ……
    Era buio.
        Era sera.)

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Io sono del colore di colui che viene perseguitato.

– (Alphonse de Lamartine)

Nessuno è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle, o il suo ambiente sociale, o la sua religione. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto. -(Nelson Mandela)

Le diede in mano

artist-dechirico:
“The Return of Ulysses, 1968, Giorgio de Chirico
”

The Return of Ulysses, 1968Giorgio de Chirico

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(via hello-i-am-canadian)

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I ricordi, un inutile infinito.

  • Giuseppe Ungaretti

(Fonte: marcovalentinoarc, via 3nding)

Il G8 non finisce mai. A 20 anni dai fatti Luca torna in carcere

Il G8 non finisce mai. A 20 anni dai fatti Luca torna in carcere Manca poco più di un mese al ventennale delle tragiche giornate del luglio 2001 e una pessima notizia arriva a riportarci mani e piedi a quella vicenda che sembra non voler finire mai. In un post di ieri 8 giugno Supporto Legale che in tutti questi anni ha continuato a tenere viva la solidarietà e la vicinanza nei confronti di coloro che hanno visto le proprie vite travolte dalla repressione legata ai fatti di piazza del G8 annuncia che Luca Finotti, uno dei condannati in via definitiva al processo contro i manifestanti, è tornato in carcere.Fonte: milanoinmovimento.com

«Nel mio piccolo Paese ci sono stati anni in cui arrivavano oltre quarantamila immigrati, attorno al 1910. Nella Repubblica Argentina, a volte, toccavano il mezzo milione. Lo stesso accadeva in Brasile. Bisogna anche ricordare l’eroico Messico che, nel 1939, accolse in un colpo solo quasi un milione di rifugiati provenienti dalla Spagna franchista. L’America è sempre stata terra di rifugio per milioni di immigrati. L’Europa se ne è dimenticata, non ha motivo di serbar memoria di queste cose. Oggi è ricca. Ha superato i suoi dolori e le sue angosce. Osserviamo con terrore la resistenza sociale che stanno generando i fenomeni migratori in un’Europa che è riuscita a superare la sua vecchia contraddizione (lo stato di guerra) e che da molti decenni vive profondamente in pace, malgrado tutti i suoi problemi». José “Pepe” Mujica

il problema non è pensare male di un persona è accorgersi che avevi ragione

larruffata:
“ L'ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è stata rinviata a giudizio per evasione fiscale pari a 800 Mila euro. Sarebbe una notizia da prima pagina, ma secondo giornali e TV è più interessante continuare a raccontarci dei...

L’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è stata rinviata a giudizio per evasione fiscale pari a 800 Mila euro. Sarebbe una notizia da prima pagina, ma secondo giornali e TV è più interessante continuare a raccontarci dei ristoratori che non trovano lavoratori per colpa del reddito di cittadinanza, portando avanti una battaglia contro la spesa assistenziale in nome e per conto dell’attuale capo di Confindustria, In questa cortina di fumo da anni alzata contro le poche e povere misure assistenziali dello Stato contro la crescente povertà nel nostro paese, vale la pena fare un confronto coi numeri reali. È stimato che ogni anno in Italia l’evasione fiscale ci costi oltre 100 miliardi di tasse non versate. Sapete invece a quanto ammonta la spesa per il vituperato reddito di cittadinanza? Meno di 7 miliardi annui! Per abbassare il debito e per trovare risorse per la spesa pubblica, per la sanità, per la scuola, ecc., dove pensate sia meglio andare a cercare i soldi? Nelle tasche di chi campa con un assegno mensile di 581 euro (che è il contributo medio ottenuto dai 1.405 nuclei familiari che hanno usufruito del Rdc nei primi mesi del 2021), o nelle tasche di chi ci sfrutta e poi sposta i soldi alle Cayman? 

Marta Collot

Costrette ad aumentare di peso

In Mauritania, la bella donna è quella grassa. Molte sono costrette ad ingrassare per essere considerate belle e adatte al matrimonio. La fotografa Carmen Abd Ali riproduce con questa serie fotografica le testimonianze delle vittime di questa pratica

Tradizionalmente, le giovani donne venivano alimentate forzatamente dai loro anziani prima dell’inizio della pubertà perché l’obesità era un simbolo di benessere e buona salute. Le ragazze si sposavano molto presto e se a 12 anni non erano pronte, non riuscivano a trovare un marito. Nonostante la pratica dell’alimentazione forzata stia scomparendo, i criteri di bellezza legati al sovrappeso rimangono radicati in gran parte della popolazione mauritana.

Anche oggi, se una ragazza magra non è sposata a 25 anni, le persone intorno a lei incolpano la sua magrezza, che gli uomini non possono considerare attraente. Alcune giovani donne dicono che a volte, se si rifiutavano di mangiare ciò che era stato preparato per loro, venivano picchiate o sputate in faccia.

Nella tradizione mauritana, le giovani donne venivano torturate fisicamente per costringerle a mangiare e aumentare di peso. Tra le altre usanze, alle donne venivano date grandi cavigliere. Fino a quando le ragazze non hanno raggiunto il diametro desiderato, non erano pronte per il matrimonio. Poi hanno continuato a riempirli finché non hanno raggiunto le forme previste. Attualmente le mentalità stanno cambiando e gli uomini non cercano più donne obese, ma inconsciamente il sovrappeso è ancora considerato un criterio di bellezza.

Sebbene non esista un “peso ideale”, le giovani donne non sembrano soddisfatte se non raggiungono almeno i 70 chili. Alcune ragazze raccontano ancora che, per potersi sposare, subiscono pressioni dalla famiglia, ma anche dal marito, per il quale sposare una donna obesa è motivo di orgoglio. Le conseguenze psicologiche per loro possono essere molto pericolose.

Oggi alcune giovani donne delle città cercano soluzioni naturali, soprattutto nei negozi marocchini, per ingrassare da sole. Le miscele o le paste di noci con il miele sono uno degli alimenti ambiti per aumentare di peso velocemente.

Nella capitale mauritana è comune il consumo di sciroppi vitaminici venduti in farmacia, la cui funzione è quella di aumentare l’appetito. Abbinato a una dieta pesante e talvolta ad altri prodotti chimici, il loro uso eccessivo e prolungato consente un aumento di peso estremamente rapido e abbondante. Uno degli sciroppi utilizzati è l’Apetamin, la cui vendita è illegale in molti paesi a causa dei suoi effetti collaterali: sonnolenza, vertigini, tremori, visione offuscata, tossicità e insufficienza epatica, tra gli altri.

. Se a 20 anni una ragazza non è almeno cicciottella, si considera che non sia né responsabile né adulta e, quindi, non adatta al matrimonio. Essere grassi è sinonimo di essere donna. Poiché sono incoraggiati a diventare più grandi in tenera età, possono sembrare molto più grandi. Ad esempio, una ragazza potrebbe essere già sposata a 13 anni perché sembra che ne abbia 20.

CARMEN ABD ALI per El PAIS

Anonimo asked:

Perchè vai ai Pride, papero? Curiosa di sapere il tuo punto di vista.

der-papero answered:

Ciao!

Scusa se ci ho messo un po’ a risponderti, è una domanda tosta questa, che richiedeva una bella riflessione.

Penso che il miglior modo per farlo è darti due risposte, una di tipo politico, l’altra molto più personale. Ti chiedo un po’ di pazienza, ne approfitto per raccontare un aspetto della mia vita che non ho mai raccontato.

Le prime manifestazioni della mia vita sono state quelle classiche delle superiori, ovvero quelle legate alla scuola. Sono onesto, non ci capivo mai un cazzo, vuoi perché a me interessava solo la matematica, vuoi perché non avevo, nel senso più crudo della frase, abbastanza conoscenza e maturità per capire se ci fossero o meno dei disagi veri dietro quelle proteste, e quale fosse il messaggio. In soldoni: era un modo per saltare le lezioni, soprattutto quelle di letteratura che mi stavano veramente sul cazzo.

All’Uni tutto cambiò. Dal punto di vista locale entrai in una sezione del PdS, e anche se al comando del partito c’era baffetto-li-mortacci-sua, questo mi diede l’opportunità di conoscere gli “anziani” del partito, quelli che si erano fatti il culo militando nel PCI, gente che la mattina lavorava alle catene di montaggio e la sera faceva lotta politica, e mi insegnarono a suon di ceffoni come girava il mondo. Ho sfilato tante volte con loro, a volte anche con mia madre, che ha visto anche lei da operaia i momenti poco felici e la perdita del lavoro, provando ad evitare qualche carica della polizia. All’Università conobbi quelli che ancora oggi sono miei amici, e con i quali si discuteva tantissimo di problemi sociali, economici e politici, e ancora oggi litighiamo come allora ogni santa volta. Insomma, vuoi perché per me era tutto nuovo, vuoi perché a 20 anni si pensava di poter cambiare il mondo se uno ci credeva davvero, ero sempre in piazza, nelle sezioni si discuteva, si litigava anche pesantemente a volte, e credo che uno dei mali di oggi sia il fatto che queste cose non si fanno più dal vivo, ma su queste merde di social, in piazza ormai non si scende quasi più, ma non voglio divagare troppo, altrimenti faccio la fine di quegli anziani nei parchi che bestemmiano mentre tirano la granella ai piccioni.

Avevo anche amici nelle fazioni opposte, uno di questi era di Forza Italia, un ragazzo col quale si usciva anche volentieri a bere una birra e dopo 5 minuti ci si mandava affanculo, ma ci si voleva bene nonostante tutto. Figlio di avvocato, auto di lusso, sciarpa di cachemire fissa, orologio al polso sempre diverso, ça va sans dire. Diceva tante puttanate, dal mio punto di vista ovviamente, ma un giorno mi disse una frase che non ho dimenticato più

“Anto’, capisco fare il comunista a 20 anni, ma esserlo a 40 vuol dire che o sei pazzo o sei scemo” (andrebbe pronunciata in dialetto napoletano).

All’epoca non la capii, ma poi uno cresce, trova un lavoro, inizia a viaggiare, magari ha una famiglia e dei figli, insomma finisci tra le maglie della società “quella da PIL”, per intenderci, inizi a vedere gli ingranaggi veri e a capire che il mondo non è tutto o rosso o blu (nero MAI), che certi meccanismi non si possono più invertire ma con tanto olio di gomito magari curvare, insomma iniziai a capire il senso di quella frase. Con questo non sto dicendo che ho rinunciato ai miei principi, sto solo dicendo che, ad una riunione di condominio che decide che la facciata deve essere viola quando a te sta sul cazzo perché giallo è il colore giusto, a 20 anni ti sdrai davanti al furgone del pittore per non farlo lavorare, a 40 dici “ok, falla viola ma almeno dipingila come si deve!!”. Ovviamente questa è la descrizione di un concetto generale, ci sono aspetti della vita dove non si deroga mai, anche quando hai 80 anni, provo solo a far capire come un pensiero si trasformi nel tempo, pur restando fedele agli ideali.

Il Pride per me è invece un mondo completamente diverso, è un concetto senza età né parte politica, perché non stiamo parlando se i soldi di uno Stato è meglio spenderli per la scuola o per le armi, o se è meglio togliere una montagna per farci una autostrada oppure lasciarla lì e farci una oasi naturale per i panda marchigiani, stiamo parlando del diritto di ognuno di essere riconosciuto come persona, l’affermazione di un principio che dovrebbe essere scontato e invece non lo è (non lo è manco qua su Tumblr, pensa un po’, che in questo social l’accettazione del prossimo è una chimera!), che le scelte personali, di qualsiasi natura, non generano una classifica di persone da premiare e persone da condannare. A me dispiace quando i media (purtroppo la stragrande maggioranza) provano a liquidare il Pride come “la manifestazione delle persone LGBTQ…” perché a mio parere se ne snatura il messaggio, e paradossalmente si finisce con l’attribuire etichette proprio in un momento dove le etichette dovrebbero sparire dalla schiena delle persone! Ovviamente è un dato di fatto che chi compie alcune scelte, nella società di merda dove viviamo, viene emarginato, quindi capisco la semplificazione e l’attribuzione mediatica, però al tempo stesso mi piacerebbe che TUTTI, ma davvero tutti, da 2 mesi a 100 e passa anni, non importa la storia personale, le scelte, i percorsi, TUTTI, partecipassero, perché è responsabilità di ognuno pretendere che la società e le istituzioni riconoscano una volta per tutte il diritto fondamentale alla parità di ogni individuo. Per me il Pride non è soltanto l’affermazione di una libertà sessuale, bensì una libertà che riguarda ogni aspetto della vita.

Dal punto di vista personale, invece, ti dico che ci vado perché è la foto della vita che vorrei. Tu non immagini come possa farti felice stare lì in mezzo, e te ne rendi conto quando passi tra le persone ai lati dei marciapiedi, o affacciate alle finestre dei condomini: sono felici. Lo vedi dai loro visi che vedono colori, gente che danza, e forse per un momento si ricordano che il mondo non è così una merda come lo dipinge la TV ogni giorno, e sono convinto che ogni volta che fai “ciao” a qualcuno e ricevi una risposta, hai cambiato le cose. A parole è veramente complicato spiegare cosa si prova, quindi vi invito ad andarci, dovunque voi siate, se ne avete l’opportunità, perché che ci crediate o no, riguarda la libertà di ognuno.

24 Luglio Rimini Pride

In Palestina continua ogni giorno la violenza israeliana, arresti di bambini, case demolite, terre rubate

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Esattamente.

Ma colpevolizzare i singoli è molto più facile che chiedere ai capitalisti di guadagnare meno.