Posts from the ‘Senza categoria’ Category

buon pomeriggio

‘VI BRUCEREMO TUTTI’. NEL 1943 L’ESERCITO ITALIANO UCCISE A SANGUE FREDDO 175 UOMINI E RAGAZZI DEL VILLAGGIO DI DOMENIKON, IN GRECIA: UNA STORIA CHE LA RAI, NEL 2008, RIFIUTO’ DI RACCONTARE

image

I soldati arrivarono rapidamente, ma i cittadini di Domenikon non capivano cosa avesse causato un tale trambusto. Sapevano di un agguato ai danni di una colonna italiana: 9 militari erano rimasti uccisi ed un generale era stato ferito. Ma cosa c’entravano loro? Una ventina di uomini ritenuti fiancheggiatori dei partigiani che avevano attaccato il convoglio vennero portati via. Sarebbero stati fucilati poco più tardi. Il resto della popolazione di età compresa tra i 14 ed i 70 anni venne ammassata nella piazza del villaggio. ‘Forse cercano altri fiancheggiatori’, pensarono. Qualcuno dei greci, però, parlava italiano. E sentì chiaramente le parole di un soldato:

‘Vi bruceremo tutti’.

La brutalità dei massacri compiuti dalle SS in Italia è tristemente nota: Marzabotto, S. Anna di Stazzema e le Fosse Ardeatine sono i casi più famosi. Nella maggior parte dei casi si trattava di vigliacche rappresaglie contro l’azione dei partigiani locali. È da brividi quindi pensare che l’esercito italiano, in qualità di invasore, si comportò nello stesso modo. La strage di Domenikon è forse l’azione più brutale e conosciuta compiuta dagli italiani durante l’occupazione della Grecia. Un atto terribile che ribadisce, come abbiamo fatto più volte su questa pagina, la falsità del mito degli ‘Italiani brava gente’.
La decisione arrivò proprio da quel generale che rimase ferito nell’imboscata greca. ‘Ammazzateli tutti, bruciate il villaggio’. Vennero fucilati a gruppi di 7. Colpo dopo colpo, gli uomini dei villaggi di Domenikon, Mesohori, Amouri e Damasi vennero massacrati: 175 uomini persero la vita il 16 febbraio del 1943. Il villaggio venne anche dato alle fiamme. Altre stragi seguirono nei mesi successivi, eventi dei quali in Italia si parla poco se non per niente.
E nel 2008, quando venne pubblicato il documentario ‘La guerra sporca di Mussolini’ che raccontava le stragi italiane durante la guerra (incluso il massacro di Domenikon), la RAI si dichiarò ‘non interessata’ al progetto. In piena coerenza, a dire il vero, con un paese che ha sempre evitato di affrontare in maniera diretta le proprie responsabilità nel conflitto  più orrendo che la storia ricordi.

 

Dopo una rapida ricerca in rete ho trovato un non breve articolo de L’Espresso pubblicato nel 2008 nel quale si danno tutte le ragioni per essere indignati dei fatti narrati ma si liquida laconicamente la vicenda in cui è coinvolta la RAI come segue:

“[…]  È tutto ricostruito nel documentario ‘La guerra sporca di Mussolini’, diretto da Giovanni Donfrancesco e prodotto dalla GA&A Productions di Roma e dalla televisione greca Ert, che andrà in onda il 14 marzo su History Channel (canale 405 di Sky). La Rai si è disinteressata al progetto. Il film, che riapre una pagina odiosa dell’Italia fascista, si basa su ricerche recenti della storica Lidia Santarelli. La docente al Centre for European and Mediterranean Studies della New York University, parlando con ‘L’espresso’ di Domenikon e dei massacri italiani in Tessaglia, Epiro, Macedonia, li definisce “un buco nero nella storiografia”. Che cosa sa il grande pubblico della campagna di Grecia di Mussolini? Ricorda il presidente Ciampi, le commosse rievocazioni della tragedia di Cefalonia, il generale Gandin e la divisione Acqui, le emozioni cinematografiche di ‘Mediterraneo’ e del ‘Capitano Corelli’, con gli italiani abbronzati, generosi, portati a fraternizzare. Una proposta di legge (Galante e altri) presentata alla Camera il 24 novembre 2006 per istituire una Giornata della memoria delle vittime del fascismo accenna all’eccidio di Domenikon; ma è un’eccezione.   […] “

PS: Per dare il contesto, il debolissimo governo Prodi II (al senato si diceva fosse decisiva la presenza di Rita Levi Montalcini) era stato sfiduciato un mese prima, la campagna elettorale delle destre procedeva ininterrotta dall’inizio della legislatura ed al TG1 c’era Minzolini, entrato poi in parlamento nel PdL.

Grazie

16 febbraio 1943, l’eccidio di Domenikon.

 

Salvini insulta le donne straniere che abortiscono: “Intasano i pronto soccorsi”

soldan56:

una fogna senza fondo

chi è senza pietre scagli il primo peccato

image

Continua a leggere…

È Di Nuovo Sera

yes, i have a dirty mind and right now you’re running through it…. naked

mi sembra  abbastanza per oggi

ma per quelli che non ci arrivano è prevista una prolunga?

buon week end

Continua a leggere…

buon pomeriggio

Ciao pirata, ora puoi stare sereno.

I 50 ANNI DEL PIRATA

La memoria di Pantani ora è finalmente salva: «E’ stato un complotto»

Marco Pantani ed uno dei certificati delle analisi che lo scagiona completamente

La memoria di Pantani ora è finalmente salva: «E’ stato un complotto»

(foto falpao, Marco Pantani nella biglia gigante, Toscanella Imola)

l’unico futuro è la rivolta

“Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. «Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!».
«Tanti: e mi pesano» convenne il professore.
«Ma che ne dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto».
«Lei sì» disse il professore con la solita franchezza.
«Questo maledetto lavoro… Ma perché mi dà del lei?».
«Come allora» disse il professore.
«Ma ormai…».
«No».
«Ma si ricorda di me?».
«Certo che mi ricordo».
«Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altre natura… Nei componimenti di italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».
«Perché aveva copiato da un autore più intelligente».
Il magistrato scoppiò a ridere. «L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…».
«L’italiano non è l’italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto».”

— Leonardo Sciascia – Una storia semplice

Continua a leggere…

Diventi un grande atleta della vita, quando inizi a saltare i giudizi della gente.

image

Continua a leggere…