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vorrei essere il pensiero che ti ispira a credere che ogni cosa è possibile

Donne, du du du

 

https://www.tumblr.com/video/bugiardaeincosciente/166566816775/500/

 

mangorosa:

 

‘Per aver avuto troppa fiducia nel governo, i cittadini hanno cessato di aver fiducia in se stessi, sono incapaci di trovare nuove vie. Allo Stato non resta che farsi avanti e schiacciare le ultime libertà’.
(P. Kropotkin)

kon-igi:

 

Un po’ mi sono commosso…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aforismi Atei

sono soltanto un bianco, che suda come un nero, e rappa come un razzo, attaccati a ‘sto …

(Artefattissima Me

Molestie sul lavoro: quando a toccarti è il tuo capo, stai subendo violenza

di Eretica

Quella volta che uno dei deputati (oramai ex) per i quali lavoravo mi bloccò nell’angolo delle fotocopie, mi baciò e mi strinse forte palpandomi quasi fossero preliminari di un rapporto tutt’altro che professionale.

Quella volta che lo raccontai ad altri con i quali lavoravo e qualcuno disse “ci parlo io”. Non servì a nulla perché anche davanti a tutti mi palpò sebbene fosse chiaro quanto io fossi paralizzata, imbarazzata, con la paura di poter dire o denunciare pubblicamente, pena la perdita del posto di lavoro. Il mio contratto non fu comunque rinnovato. Dopo tanti anni mi rendo conto di quanto io mi sentissi sbagliata all’epoca. Pensavo fosse colpa mia, per i pantaloni aderenti, la camicetta che lasciava intravedere un po’ di seno, la minigonna che esponeva altri centimetri di carne. Di fatto, fino alla conclusione del mio contratto, dovetti nascondermi, quando ero sola in ufficio e lui stava nei dintorni, per evitare ulteriori molestie.

Quella volta che il mio datore di lavoro che stava a capo della gestione di un ristorante/pizzeria mi palpò pesantemente lasciandomi intendere molto chiaramente che la cosa era compresa nel rapporto di lavoro. Lavoro nero. Sottopagato. Che mi era indispensabile per campare in un periodo in cui dovetti svolgere due lavori, uno di giorno e uno di sera/notte, per poter pagare l’affitto e le bollette.

Io ci credo al fatto che chi viene molestata sul posto di lavoro possa non essere in grado di reagire. Conosco personalmente l’effetto che fa e conosco anche i dubbi che arrivano quando pensi che a dire quello che ti è successo potresti perdere il lavoro e potresti comunque – tu – essere additata come colpevole.

C’è la gogna per quelle che parlano subito e c’è anche per quelle che parlano dopo anni che servono per elaborare quello che hai vissuto, per cancellare la vergogna e il senso di colpa, per dire a te stessa che quello che ti è successo non è giusto. Te la sei cercata o sei pura merda perché non hai parlato, pur avendo chiaro che in genere tutti quelli che ti stanno attorno sanno e non parlano. Te la sei cercata se chi ti ha molestato è “italiano” o viene crocifisso il mostro se lo ha fatto uno straniero.

Il fatto che esisti, che hai bisogno di lavorare, non dà a nessuno il diritto di approfittarsi della posizione di potere che esercita su di te. Qualunque cosa succeda, se anche ti sei detta che starci era il prezzo minore, nessuno deve permettersi di giudicarti perché quel che hai fatto lo hai fatto a partire da una posizione di subordinazione. Tu la dipendente e lui il datore di lavoro. E se chi ti addita come colpevole non riconosce la gerarchia, è sicuramente in malafede

Ringrazio ilfattoquotidiano.it per l’iniziativa che vuole dare voce alle denunce da parte delle vittime di violenze sul lavoro. Se ti sei sentita violata, se mai hai espresso consenso davanti a chi ti ha messo le mani addosso, quella che hai subito è violenza. Raccontala. Anche anonimamente. Può aiutare altre. Può aiutare anche te.

E’ giunto il momento di accendere le stelle.

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rompete gli indugi non i coglioni

 

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distinguiti, fai un sorriso a sto cazzo di vita

49  anni fa, la storia

olimpiadi messicane

 

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quem ensina aprende ao ensinar e quem aprende enssina ao aprender

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abbi cura di te

“Ama le foglie che il vento ha raccolto e ammucchiato sui muri.

Ama le noie che hanno ucciso il rapporto dei tuoi genitori.

Ama le mani dell’uomo che è stato capace di andare e non tornare più.

Ama gli armadi dove hai messo a tacere paura e fantasmi, tutte le

volte che hai finto di avere magnifici orgasmi.

Dal testo ” Abbi cura di te” di Maldestro

 

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È che invece di buoni consigli preferirei decisamente dare cattivo esempio

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